22 From Florence
L’alba davanti al Duomo
di James Bradburne   

Share

Possibly writing of Florence, Stendhal said that ‘beauty is the promise of happiness’. Beauty - broadly defined - is an elusive quality of all things that are seen - and though everything is beautiful, not everyone can see it. Like love, although sublime to experience, to describe beauty is often banal and lacklustre. Living in Florence - a city not lacking in beauty - presents a particular paradox. Sometimes walking over one of the city’s bridges can be so beautiful it feels like falling in love, in the words of a Florentine friend. At the same time there is the daily confrontation with the rough, not-so-beautiful fabric of contemporary life: the graffiti, the uneven pavements, the bright shop fronts. It is the paradox of a T-shirt with an image of Michelangelo’s David: the object is cheap and ugly, while what it shows is beautiful - the shirt becomes a mere place marker for the idea of beauty. But anyone who has stood in front of the Duomo at sunrise on a clear and cold November morning has no need for words, in fact she would be hard pressed to find them, but the experience will stay etched in her mind forever.
 
Traduzione:
Probabilmente scrivendo di Firenze, Stendhal disse che ‘la bellezza è la promessa della felicità’.
La bellezza – nella sua definizione più ampia  -  è una qualità elusiva di tutto ciò che viene visto -  e anche se  tutte le cose  possano  avere la loro bellezza, non tutti sono in grado di vederla.
Come per l’amore, sebbene sublimato dall’esperienza, descrivere la bellezza è spesso operazione banale e insulsa.
Vivere a Firenze, una città che certo non manca di bellezza, presenta un suo paradosso particolare.
Qualche volta camminare su uno dei ponti della  città può essere così bello che è come innamorarsi, per dirlo con le parole di un amico fiorentino. Allo stesso tempo ci si scontra quotidianamente con il grezzo e non così bel tessuto della vita contemporanea: le scritte sui muri, i marciapiedi sconnessi, le insegne brillanti dei negozi.
E’ il paradosso di una maglietta con impressa l’immagine del David di Michelangelo: l’oggetto è brutto e di scarsa qualità, ma ciò che mostra è bello – la maglietta diventa così un mero indicatore per l’idea di bellezza.
Ma chiunque si sia fermato di fronte al Duomo, all’alba di un freddo e chiaro mattino di novembre, non ha bisogno di parole, in realtà gli sarebbe difficile trovarle, ma l’esperienza resterà impressa nella sua mente per sempre.

Share