25 Di line e di lane
Una cardiochirurga in fuga
di Pietro Jozzelli   

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Parigi. La mia amica Francesca, cardiochirurga nella ville lumière, ha rifiutato l’invito di un grande ospedale universitario italiano a tornare ad operare nel nostro Paese. Quando ero agli inizi, mi ha spiegato, lavoravo a Napoli. Una sera portarono al pronto soccorso, dove ero di guardia, due uomini feriti da coltellate. Il primo aveva pugnalato il secondo, questi si era estratto il coltello dalla pancia e aveva colpito al cuore il suo assalitore. Dopo ore di intervento, riuscimmo a salvarli tutti e due ma quando uscimmo dalla sala operatoria, trovammo nell’atrio le due famiglie contrapposte che si minacciavano guerra perenne. Visto che c’erano, minacciarono anche noi chirurghi, accusandoci ciascuna di aver salvato la vita dell’odiato nemico. Per uscire dall’ospedale, dovemmo chiamare la polizia. Decisi di andarmene dalla mia città e ho trovato vita e lavoro a Parigi. A distanza di venticinque anni, niente mi sembra sia cambiato in Italia. Perché dovrei tornare? 

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