28 La Cupola del Cibrèo
Cavolo nero in carriera
di Stefano Pissi   

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Viaggiando per l’Italia ci accorgiamo di essere arrivati in Toscana per i cipressi nei cimiteri e per il cavolo nero nell’orto. Dei cavoli è quello più resistente al freddo, anzi la consistenza della sua foglia migliora intenerendo sotto l’effetto delle brinate invernali. E’ specie biennale. La pianta infatti è sempre presente negli orti per essere portata fresca in tavola, in tutte le stagioni. Solitamente si mette a dimora in estate per consumarlo in autunno-inverno quando le piante di cavolo nero fanno la guardia al nostro orto insieme a porri e finocchi. Si trapianta in delle grandi buche distanti almeno 50 cm, in un terreno soffice e ben concimato; possibilmente lontano da agli, cipolle e tutti gli altri cavoli. Il cavolo nero è specie rustica e ha un solo antagonista, la cavolaia, un lepidottero bianco nell’immagine di farfalla, che nello stadio di larva divora tutte le foglie della pianta lasciando solo integro lo scheletro. A fine carriera, quando l’ortaggio assomiglia proprio ad una palma in miniatura, allora si può tagliare il germoglio centrale da consumarsi crudo in insalata.
 
  


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