3. Sintesi esaustiva
Rubavo a Mosca
di Milly Mostardini   

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Tanti anni fa, mi trovavo membro di una delegazione ufficiale in Unione Sovietica. C’era un bel sole a Mosca, mentre si visitava gli istituti professionali e mi abituavo al baciamano dei direttori e insegnanti. Nobile traguardo rivoluzionario, pensavo. La Moscova, vero fiume paragonato all’Arno, scorreva sotto l’Hotel Russjia, dove si alloggiava e che pareva il massimo dello chic, per chi aveva già visitato la capitale sovietica da turista. In sala da pranzo candide tovaglie, servizi di cristallo e porcellana bianca profilati in oro, i camerieri in giacca e guanti impeccabili. è stato allora, per il tanto bianco, che lo spirito del bastian contrario di colpo si impadronì di me? Dovevo fare qualcosa, rischiare. Avevo davanti una elegante ciotola, bianca e vuota: la feci scivolare verso di me, poi in grembo, poi nella borsa. Insomma me ne appropriai indebitamente, sotto gli occhi di tutti, mentre si discuteva in politichese. Gesto assolutamente riprovevole, inaudito. Naturalmente sono pronta a restituire il maltolto, che ho qui con me, ove si presentasse un addetto, debitamente autorizzato a richiederlo.

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