14 Cuore di mattarello
Sotto il vulcano di farina di Mia Madre
di Alberto Severi   

Share

Non è che fossi tanto bravo a decifrare tutti i gesti della pantomima, sebbene l’appassionante atto unico vedesse in scena nientemeno che la Grande Protagonista: Lei, Mia Madre. Ricordo lo sversamento della farina sul tagliere. L’ammucchiarla in un monticello, nel quale veniva ricavato, con le dita ammazzettate, un ampio cratere. La rottura delle uova sullo spigolo (quante? boh) e il precipitare dei tuorli nel cratere: un precipitoso tramonto seriale (ogni tuorlo, un sole) nella bocca di un vulcano innevato. E poi lo sbattere della forchetta che sfaceva il vulcano mischiandolo al suo magma, e amalgamava il tutto in una pappa giallastra. La reiterata aggiunta d’acqua. Il montare della pappa fino alla formazione di una materia densa, morbida e consistente, che le mani di Mia Madre manipolavano sul tagliere infarinato. Finché la materia prendeva la forma convessa di un panetto quasi rotondo. Mia madre spargeva altra farina, ad attutire l’attrito, e impugnava un matterello, col quale “spianava la pasta”. Il panetto si appiattiva e si spandeva, a poco a poco, sotto il rullare energico del cilindro di legno, in un vasto lenzuolo vagamente ellittico, che debordava da un lato e dall’altro del tagliere. Ogni tanto, Mia Madre raschiava via, con una mestichina di ferro, la pasta che si era attaccata, la univa alla sfoglia e spianava di nuovo, aggiungendo manciate di farina per rendere il matterello scorrevole, e il lenzuolo liscio e non attaccaticcio. Poi, da quel lenzuolo di pasta, promanavano, a seconda degli estri, tortelli di patate, ravioli di spinaci e ricotta, tagliatelle e lasagne. Con altri gesti, altri strumenti e altri ingredienti, “che nel frattempo avrete preparato a parte”, come recitano gli irritanti flashback che si trovano nelle ricette sui libri di cucina, e che prendono alla sprovvista i cuochi improvvisati e pedissequi (me, per esempio). Ma non Mia Madre. Che la ricetta, il Copione, anzi, ce l’aveva tutto in testa, da anni, mandato a memoria.
Sipario.

Share