2 S'Artù
Regole, nessun dorma
di Silvia Della Monica   

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Il 2010 porti al Paese memoria, storia, dignità, rispetto di se stesso, eguaglianza e diritti fondamentali, libertà, giustizia, legalità democratica e convivenza civile, contrasto ad ogni forma di violenza, d’illegalità, di negazione della dignità della persona. Ed ecco qui, per questo, un elenco di premesse e richieste, aperto al contributo dei lettori:
1. La nostra democrazia ruota attorno alla Costituzione, che prevede una democrazia liberale basata sulla divisione dei poteri, sul rispetto dei limiti da parte di ciascun potere nei confronti dell’altro, sull’equilibrio e sui controlli reciproci.
2. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quindi, il voto popolare non scioglie dall’osservanza dalle leggi.
3. I poteri indipendenti esistono, hanno una loro funzione democratica e non sono automaticamente opposizione e coperture della lotta politica.
4. Il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale sono le massime istituzioni di garanzia, che non vanno assaltate né denigrate né in Italia né all’estero, bensì rispettate.
5. La Corte Costituzionale, come istituzione indipendente, ha tra le sue funzioni quella di giudicare le leggi e se vanno aumentando le occasioni di intervento è perché cresce il tentativo di ignorare le previsioni costituzionali.
6. Il Parlamento deve esercitare il suo ruolo, senza essere delegittimato dal Governo e posto nelle condizioni di uscire dal circuito costituzionale corretto. Quindi no a leggi ad personam.
7. Il Consiglio dei ministri non è un consiglio di amministrazione di un’impresa.
8. Le istituzioni sono il cuore della democrazia ed è indispensabile per la democrazia avere il senso della legalità costituzionale.
9. Per garantire la democrazia è necessaria una giustizia che funzioni, che sia rapida ed efficiente senza rinunciare al valore dell’indipendenza della magistratura, indispensabile garanzia di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e di giustizia per tutti.
10. La democrazia vive solo se rimane piena la libertà di manifestare opinioni, anche se non sono gradite, e se si garantisce pienamente la libertà di stampa in chiave costituzionale.
11. Ogni questione politica e sociale non è riducibile a un fatto d’ordine pubblico, con limitazione di libertà e diritti.
12. Vanno rivisitate la legislazione sull’immigrazione e sulla cittadinanza, affermando il valore dell’accoglienza e non la criminalizzazione della migrazione.
13. Le politiche sociali richiedono ammodernamento del welfare e del lavoro, una nuova economia più giusta, una ripresa delle politiche industriali e di ricerca, un riorientamento di investimenti e consumi nella chiave dell’economia verde.
14. Per dare energia alle forze sane del Paese, occorre spezzare i rapporti tra mafie e politica e tra mafie ed economia: non si deve indebolire la legislazione antimafia, cambiando la legge sui collaboratori di giustizia, la norma sul carcere duro ( il 41 bis), la disciplina delle intercettazioni, ma si devono rafforzare gli strumenti di contrasto al potere illegale, e in particolare, quelli contro il dilagare della corruzione.
15. Occorre evitare il condizionamento dell’economia, attraverso normative come lo scudo fiscale, la messa in vendita dei beni confiscati alla mafia (con pericolo di ritorno alla stessa), la vendita a trattativa privata dei beni pubblici entro i 400.000 euro, misure che, oltretutto, indeboliscono il contrasto al dilagare di clientele e corruzione .
16. Nell’istruzione e nella cultura si deve investire in maniera coerente e coraggiosa, come sui giovani, che non devono essere solo spettatori della vita del Paese e costretti a rifugiarsi all’estero.
17. Il lavoro, l’impegno, la capacità, il rispetto delle regole devono trovare pieno riconoscimento e non devono essere umiliati dalla furbizia e da un servile legame con il potere.
18. La scuola, l’università e le altre agenzie formative devono avere un ruolo centrale nella definizione di nuove politiche sociali e di interventi normativi rispetto a temi fondamentali come il rispetto della legalità, il contrasto alla criminalità organizzata, il rifiuto delle discriminazioni, le materie dell’immigrazione, dei diritti umani, del lavoro.
19. Non sono accettabili posizioni discriminate delle donne nell’economia, nella società, nelle istituzioni, nella comunicazione delle immagini femminili.
20. E’ vietato insultare una donna con argomentazioni che non hanno niente a che vedere con le diverse idee politiche.
21. Non sono tollerabili l’immobilismo e il senso di impossibilità di un qualsiasi cambiamento.

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