14 Resistere
Ida alla fine sorride
di Monica Capuani   

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Sono scesa al cinema Saint-Germain-des-Près, a Parigi, dove abito da qualche mese, a vedere Vincere di Marco Bellocchio. Lo avevo perso quando è uscito in Italia. È la storia di Ida Dalser, che Mussolini sposò e dalla quale ebbe un figlio, la donna che all’inizio della carriera, quando lasciò la direzione dell’Avanti rompendo con i socialisti, vendette tutto quello che aveva e gli diede i soldi per fondare Il popolo d’Italia. Ida è bella, colta, ama il cinema. È generosa, passionale, inflessibile. Mussolini gli preferì Rachele, una cameriera che parlava solo in dialetto. Ma Ida non ci sta. Passa tutta la vita a cercare per sé e per suo figlio una giustizia che non c’è. Anni e anni internata negli ospedali psichiatrici, a ripetere una verità scomoda. Tra fascisti violenti e religiosi ipocriti e compiacenti. Una feroce fotografia dell’Italia di sempre, che mi ha fatto piangere lacrime di amarezza, da sola, a Parigi. Alla fine Ida esce di galera. Uno psichiatra che voleva aiutarla una volta le aveva detto: “Ora è tempo di recitare una parte. Crede che il fascismo durerà per sempre?”. Alla fine Ida trova una forma di liberazione. Sorride, alla fine del film. La speranza esiste, suggerisce Bellocchio, anche nei momenti più neri. Nel frattempo, è un dovere resistere.

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