18 Erba voglio
La mandragola è machiavellica
di Caterina Cardia   

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Si raccontava che la radice di questa pianta fosse ingrediente per i filtri magici delle streghe e che solo loro sapessero come raccoglierla senza morire. Strappata dal terreno avrebbe emesso delle grida capaci di uccidere chiunque le avesse udite. Le streghe andavano a cercarla nelle notti senza luna armate di una cordicella, un corno, un osso e un cane. Una volta trovata, legavano un capo della cordicella al gambo della pianta e l’altro al collo del cane. Si tappavano allora le orecchie con la cera e a mezzanotte porgevano l’osso al cane che correva a prenderlo strappando la mandragola dal terreno. In quel momento la strega doveva soffiare nel corno per coprire le urla mortali.
La radice della mandragola è uno dei narcotici più potenti che siano in natura e la sua forma, che con due gambe e due braccia ricorda verosimilmente quella umana, le ha regalato la fama di pianta magica. È stata considerata un afrodisiaco capace di stimolare la fertilità delle donne.
Su queste supposte proprietà si ordisce la beffa di una commedia che dal nome di questa pianta prende titolo e che è il ritratto di una società in cui poteri forti e grandi astuzie vengono utilizzati per fini mediocri.
La Mandragola di Machiavelli ci fa pensare ai nostri tempi ma è una commedia dal gusto amaro e il finale non è rassicurante.
Per quest’anno la speranza è di non farsi trovare impreparati!

 

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