22 Dall'Armenia
Gatnabùr nutre la terra
di Sonya Orfalian   

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Traduzione  

Nel giorno del Hampartzùm (Ascensione) nelle terre d’Armenia si cucinavano pietanze a base di latte, e in particolare il gatnabùr che veniva diviso e offerto così come si faceva con le carni del sacrificio madàgh. Alcuni addirittura cuocevano il gatnabùr nei pressi dei loro terreni e ne versavano un po’ sulla nuda terra, intorno ai campi seminati, per scongiurare la grandine, le cavallette e altre calamità, e per propiziare al tempo stesso la crescita e l’abbondanza del raccolto: ‘‘Nutriamo i nostri beni così come nutriamo i bambini’’ dicevano, mentre irroravano i campi con la candida zuppa.

Gatnabùr (Minestra dolce di latte)
Il gatnabùr (da gat, ‘‘latte’’) e l’anushabùr (da anùsh, ‘‘dolce’’) sono più o meno la stessa cosa, a seconda che nelle diverse tradizioni famigliari si voglia porre l’accento sul latte o sul caratteristico sapore zuccherino.

Il gatnabùr, dolce tipico del periodo festivo, è una sorta di zuppa molto diffusa in Medio Oriente: in Palestina, ad esempio, è conosciuto con il nome di muhallabiye. Ve ne sono molte versioni, alcune a base di semolino, altre a base di orzo.

La preparazione che segue è a base di riso e durante la notte di Capodanno, in casa di mio nonno Ohannès, non poteva mancare.

 

Ingredienti: un bicchiere di riso parboiled; mezzo litro di latte, mezzo bicchiere di acqua;  una bustina di vanillina o una stecca di vaniglia; noci, nocciole e mandorle tostate e tritate grossolanamente; uva passa; cannella.

 

Ponete il riso in un pentolino e aggiungete il latte, l’acqua, lo zucchero, la vaniglia. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma e fate cuocere a fiamma moderata mescolando di tanto in tanto. Una volta ultimata la cottura, versate la crema su di un piatto piano, guarnite con la miscela di frutta secca e spolverizzate di cannella. Fate raffreddare e servite.

 

 

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