26 La Cupola del Cibrèo
L’orto
di Stefano Pissi   

Share

Prima d’impiantare un orto bisognerebbe sognarlo. Il passo successivo consiste nel tradurre il sogno in un vero progetto, poi avviene la sua realizzazione pratica, sulla terra. Infine il sogno può durare solo se ce ne prendiamo cura, quotidianamente. Atterrati all’areoporto di Tindouf il nostro viaggio continua, di notte serena, a bordo di un cassone di un grosso camion su di una pista di sabbia. Siamo nel deserto dell’Hammada, in Algeria, dove da oltre 30 anni vivono le donne e gli uomini Saharawi, un popolo inizialmente nomade, poi stanziale ed in fine prigioniero per volontà dei confinanti marocchini. Scopo del viaggio portare il necessario per vivere: pasta, riso, medicinali, giochi... tutto! L’ambiente è inospitale alla vita, caldo di giorno, freddo di notte. Le piante hanno spine più grandi delle foglie. Arrivati nella tendopoli di Dajila, paese nato in un avvallamento fra le dune di sabbia, ci accorgiamo che l’ambiente è più verde del solito; nel centro cittadino c’è un oasi e vicino recintato da un muro a secco l’orto del paese. Questo grande appezzamento di terra significa vita per gli abitanti sia per le verdure fresche sia per il lavoro che continuamente offre agli Ortisti del deserto che, invece di strappare ‘malerbe’ sono occupati a dissotterrare le cipolle dalla sabbia che quotidianamente il vento trasporta. 
Ecco realizzato il sogno.

Share