6. Lasciate che i bambini
Quando gioca Michelangelo
di Tomaso Montanari   

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In via Ghibellina c’è un ragazzo di marmo che cammina. Si chiama Bacco, e sorride perché è felice: oggi ha scoperto che con l’uva si può fare il vino, che è buonissimo. Ne ha bevuto tanto, forse anche troppo, e ci viene incontro barcollando. Non si accorge nemmeno che è rimasto tutto nudo: la pelle di pantera che lo copriva gli è scivolata via, ed ora se la trascina dietro. Per fare il vino anche domani si porta dietro un grappolo d’uva, e se l’è messa perfino tra i capelli, per farsi bello. E non gli importa se il suo amico (un bambino buffo che ha le gambe come una capretta) gliela sta mangiando tutta, quell’uva. Michelangelo era un mago. Più di cinquecento anni fa ha tirato fuori dal marmo questo ragazzo di carne che offre anche a te la coppa colma del suo vino. Michelangelo lo sapeva che è bello condividere con gli amici le cose buone da bere e da mangiare. È un modo per dire che abbiamo ancora voglia di giocare insieme.

 

Il Bacco di Michelangelo, Firenze, Museo del Bargello (foto: Alinari)

Il Bacco di Michelangelo, Firenze, Museo del Bargello (foto: Alinari)

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