| 5 Una Stella a Firenze |
| L’Etruria in giardino |
| di Stella Rudolph |
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Premetto che quanto segue deriva dalle chiacchiere origliate durante una happy hour, piuttosto gozzovigliata, presso un noto bar nel quartiere di San Niccolò. Parrebbe che, nel corso dei lavori per ripristinare il vasto parco che sale dal Palazzo Mozzi-Bardini fino alla Porta San Giorgio in cima alle antiche mura, qualche anno or sono un giardiniere (che preferisce rimanere nell’anonimato) – mentre zappava colà − abbia rinvenuto alcune tracce di un’acropoli etrusca comprendente perfino delle lamine di bronzo con scritte in cui la parola Velathri (potentissima lucumonia della dodecapoli toscana) indica un sinora ignoto insediamento verso il IV secolo a.C. di una colonia di volterrani in questa città poi rifondata come Florentia dai Romani tre secoli dopo. Spetterà, ovviamente, agli archeologi fare luce su tutto ciò; per adesso tacciano. Ma intanto corre voce nel rione che essi sperano di scovare una necropoli coeva addirittura sotto il mio fazzoletto di giardino dietro il palazzo accanto. In attesa di un qualche segnale da fonte autorevole, rimango un po’ inquieta per gli scavi previsti (mi sventreranno lo studio a pianterreno per trarre in luce pure le presunte catacombe paleocristiane? Dovrò infine sloggiare?), anche se i risultati potrebbero consentire di riscrivere la storia dell’Etruria centrale, in barba alle tradizionali nozioni di una pretesa egemonia della Fiesole etrusca, che vi si affaccia sul poggio distante pochi chilometri a nord dall’altra sponda dell’Arno. |
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