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Pieni d’Islam
di Giovanni Curatola   

La storia, talvolta, gioca proprio dei brutti scherzi! Prendiamo per esempio il grande architetto Guarino Guarini (1624-1683) e la sua più celebre opera, la cappella della Sacra Sindone a Torino (1668 ca.), con quella sua struttura interna particolare ad archi incrociati che ai più pare un’invenzione straordinaria e geniale. Non che non lo sia, sebbene le somiglianze di disegno, tecnica e struttura con un celebre monumento musulmano (la cupola antistante il mihrab della moschea di Cordova; opera di al-Hakim, X secolo) siano un po’ troppo marcate per risultare casuali, e dunque il genio sarebbe altrove... Oggi diremmo che aveva copiato di brutto. Ma se poi, notizia freschissima e allo stesso tempo bollente, le recentissime analisi scientifiche spettrografiche, a elettroluminescenza e a risonanza nucleare fatte in vista dell’ostensione prevista per quest’anno, rivelano che sul telo della Sacra Sindone, oltre a quelle già note, appare una scritta in un alfabeto semitico (non vogliamo specificare di più!) in una formula attestata in un celebre libro sacro, ce n’è d’avanzo per mettere in subbuglio non solo il piccolo mondo degli archeologi e degli storici, ma anche quello dei rapporti fra fedi diverse e con un unico Dio. E, magari, sarebbe un bene. Và a vedere che Guarini aveva capito tutto!