8 Sintesi
L’orrenda privacy dei potenti
di Milly Mostardini   

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Chissà perché si dice tradimento e quasi tutti, senza esitare, pensano ai matrimoni, agli amori, al sesso. La questione sta dentro al familismo, fuori dal cui orticello niente conta altrettanto. E se uno si sentisse tradito ogni momento, in modo bruciante, e non solo a letto ma in piedi, in ginocchio, seduto? Guarda i nonni, ancora spalle della famiglia ma con i risparmi di una vita ora dilapidati da una crisi derivata dalla finanza allegra, criminale, di chi ha favorito enormi accumuli, mentre loro misuravano gli spiccioli della pensione. Hanno il cuore stretto, i nonni, mentre fanno da babysitter ai nipoti: sanno di lasciarli in un mondo peggiore di quello che avevano cercato di costruire onestamente. Guarda i tanti giovani e ragazze, che con fatiche hanno conquistato il famoso merito e ci hanno sperato: eccoli scavalcati, cioè azzerati, nei concorsi decisivi, dal nipote di, cognato di, la sorella di. E come si sentono donne e uomini tra i 40 e i 50 anni a ginocchi spezzati e fuori gioco, perché esuberi o in ristrutturazione? A chi darà fiducia chi è vittima di disastri naturali, ma non solo tali, se le istituzioni cui è delegato il compito di sostenere e provvedere si rivelassero una cricca di profittatori? Non quei ladruncoli di mele, e quindi da galera, ma chi dichiara sul denaro pubblico “una forma di rubare autorizzata in certi casi”. Gli spieghi che la legge è uguale per tutti? Si vorrebbe, boccone per boccone, che non lo fosse, scardinando le regole, stravolgendo e ferendo l’equilibrio delle istituzioni. Ai cittadini di un Paese dove le colline crollano a valle e i fiumi esondano, la risposta dei vincenti è: non rompeteci le scatole. Si vuol togliere dal controllo della magistratura strumenti come i pentiti e le intercettazioni, tutto da verificare per carità, mai a ledere la privacy di un cittadino. Ma vuoi lasciare a chi ha fame e sete di giustizia la sorpresa di scoprire come parlano, nella loro privacy, i potenti, così raffinatamente eloquenti e cinicamente irresponsabili? Mille domande, non dieci, per chi si trova buttate al vento, tradite, le aspettative di una vita sociale e personale onesta, per sé e per gli altri, ora sotto aggressione e rapina multipla. Non è che qui si parla d’altro, quanto a tradimento, perché si è raggiunta, per ragioni forse anagrafiche, la pace dei sensi. Che non so cosa sia. Figurarsi, sto con Ugolino: “Se le mie parole esser dien seme che frutti infamia al traditor ch’io rodo”.

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