11 Una Stella a Firenze
La parabola di Riguccio
di Stella Rudolph   

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Allora e oggi riconosciuta come una pietra miliare della storiografia italiana del Settecento, la monumentale Istoria del Granducato sotto il governo di casa Medici edita a Firenze nel 1781 (tre ristampe nel medesimo anno! Poi altre fino al 1841, anche in lingua francese) fu commissionata dal granduca Pietro Leopoldo a Jacopo Riguccio Galluzzi (Volterra 1739-Firenze 1801), cui aveva affidato nel ’69 il riordinamento dell’archivio mediceo comprendente le oltre seimila filze donde egli trasse i materiali per comporla. Indi la carriera dell’erudito nobile Galluzzi andò a gonfie vele con le nomine a prestigiosi incarichi sino al 1790, quando Pietro Leopoldo, diventato imperatore, si trasferì a Vienna lasciando al figlio Ferdinando III il granducato di Toscana. L’anno prima era scoppiata la rivoluzione francese, cui aderì con entusiasmo il filo-giansenista autore della Istoria; per questo era ormai inviso al nuovo sovrano, il quale lo destituì da ogni incombenza ufficiale per il palese tradimento degli ideali progressisti che avevano distinto l’illuminato governo del padre e ispirato il suo storico prediletto. La parabola discendente di Galluzzi, ramingo tra Roma e Parigi, sì compì col suo rientro in Firenze nel 1798, talmente squattrinato e malaticcio da essere ricoverato da un fraterno amico in casa propria. Basta codesta lapide, posta sulla facciata del palazzetto di quel leale compare in Borgo degli Albizi n.17, a riassumere la sua eccezionale vicenda: “RIGUCCIO GALLUZZI / ISTORICO / DELLA DOMINAZIONE MEDICEA / MINISTRO DELLE FINANZE / FAUTORE DELLA MODERNA CIVILTà / A PIETRO LEOPOLDO / A NAPOLEONE PRIMO CONSOLE / CARISSIMO / DA FERNDINANDO III OPPRESSO / DA CARLO LONDI OSPITATO / QUI MORì / IL XXV SETTEMBRE MDCCCI”.

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