15 Ri-cercata
Dejà vu, il falso riconoscimento
di Clara Ballerini   

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Dejà vu, ovvero quando i nostri sensi ci tradiscono. Abbiamo tutti fatto esperienza di quella strana sensazione di forte familiarità che a volte accompagna situazioni di fatto nuovissime. Palese imperfezione della mente, il dejà vu è una breccia che permette di studiare i meccanismi del ricordo, di capire la macchina della memoria sfruttando proprio i suoi errori. Negli anni, ogni modello teorico che illustri il funzionamento della memoria deve necessariamente spiegare anche il falso riconoscimento, dejà vu per l’appunto. Così la teoria olografica della memoria, che spiega i ricordi come immagini in 3D in cui è possibile richiamare una parte per il tutto, vede il falso riconoscimento come risultato di una situazione nuova che richiama una parte identica di un vecchio ricordo, mescolando passato e presente. Anche la teoria del global matching della memoria trova una spiegazione al fenomeno: un evento può sembrare familiare solo per la somiglianza di un suo particolare con qualcosa che veramente abbiamo in memoria. Elemento comune di queste e di molte altre teorie è la capacità di utilizzare il tradimento, deludente frutto della nostra struttura, come strumento di conoscenza, come punto di partenza di nuove idee e teorie.

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