25 Un verre de vin rouge
Sul lampredotto io bevo champagne
di Marc Osouf e Igor Trumeau   

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Sapevo che sarebbe partito da Firenze intorno alle nove e nel chiedermi se volevo qualcosa, un po’ per scherzo e un po’ no, oltre alle solite bottiglie toscane che mi porta su con la sua macchina per tener fede a questa mia rubrica, buttai lì un’improbabile richiesta di un po’ di lampredotto. Che sciocco, eppure lo conosco da una vita. La sua risposta fu immediata: preparati con una baguette de La Bonbonnière di rue de Buci. Mangeremo entro le dieci di stasera il panino più buono del mondo! E così fu. Nell’aspettare il suo arrivo guardai quale bottiglia preparare per celebrare una grande amicizia che nel lampredotto già in altre occasioni aveva trovato legami indissolubili. Ma lo sguardo mi cascò su una bottiglia di champagne Philipponnat, millesimato Clos de Goisses del 1999. Sapevo che avrebbe borbottato per questo mio tradimento. Ma invece, vuoi per la stanchezza del viaggio, vuoi per la fame, vuoi per la ri-cottura del lampredotto in un brodo parigino, mormorò un secco: e così sia! Si cenò in assoluto silenzio, brindando non all’inizio ma alla fine. Una delle cene più buone della mia vita, una delle bevute più belle della mia vita. Bevuto e mangiato, novembre 2009, a Parigi.

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