26 l'orto
Danza contro l’infedeltà del seme
di Stefano Pissi   

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Se avete un orto, e in primavera volete mangiare radicchi da taglio, baccelli, agli e piselli, bisogna che iniziate a seminare alla fine dell’inverno, agli e fave anche in autunno. Se partiamo dalla consapevolezza che il nostro clima mediterraneo è infedele di natura allora non rimarrete mai troppo male a cose fallite. Ma andiamo avanti, giustamente. Dall’osservare il cielo si dovrà farsi umili a lavorare la terra – umili nel senso di prossimi, siamo noi che ci dobbiamo abbassare. Per intendersi, bisogna preparare un letto soffice, comodo, che ospiti prima i semi poi tutte le piante che verranno. Vanga prima e zappa poi tramuteranno il terreno sodo in un una comoda coltre. Sergio mi dice: “Quest’orto l’è buono perché l’ha la tera trita”. Stanco l’Ortista e strutturata la terra, entrambi all’unisono prenderanno respiro e ossigeno nuovo (si dice che in attesa dei semi, in inverno, la terra, essere vivente, trattenga il respiro nell’attesa dell’evento). Seminare è un atto di fede, richiede fiducia in se stessi, un vero investimento a fondo perduto. La semina è una danza, una serie di diversi movimenti aerobici in base al tipo di seme: il radicchio si mette a spaglio come il sale nella minestra, le fave a coppia in delle singole buche, l’aglio singolo in solchi e i piselli in fila vicini ma in altri solchi. Tutte le danze però invitano ad andare avanti, a non girarsi mai troppo indietro, a ritornare sui propri passi, altrimenti si schiacciano i semi e il letto torna duro. Pace. Adesso è il momento dell’attesa fiduciosa, siamo nelle mani del seme e della sua voglia di venire alla luce, di germogliare. Ma se il seme, appena nato, semi-nato, ci tradisce e muore? Se-mente?

 

 

Disegno di Lucio Diana

 

 

 

 

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