15. Una stella a Firenze
Quel cavallo nobile riposa sotto gli Uffizi
di Stella Rudolph   

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Ogni mattina una fiumana di turisti, scaricata dai bus a monte, percorre i Lungarni per approdare agli Uffizi. All’altezza di piazza de’ Giudici si affacciano sugli spalti per rimirare il Ponte Vecchio, ma quanti di loro (ed anche di noi residenti) si accorgono di poggiarsi contro un’antica lapide marmorea incastonata nel muro? Orbene, si tratta dell’epitaffio composto in latino ed inciso con bellissimi caratteri da Carlo Cappello (1492-1546), patrizio veneziano nonché eccentrico e dotto umanista, per commemorare il proprio cavallo «NON INGENERVS […] HOC TIBI PRO MERITIS HAEC MONVMENTVM DEDIT» adagiato nel greto del fiume con solenni esequie, il 15 maggio 1533, quando il suo padrone risiedeva a Firenze in qualità di ambasciatore veneziano. Carlo, dopo una notevole carriera diplomatica svolta nelle capitali d’Europa, finì i suoi giorni nel 1546 a Cipro come luogotenente veneziano; dalla nobile prosapia Cappello sortirà poi quella famigerata Bianca che, sposandosi con Francesco I de’Medici nel 1587, diventò Granduchessa della Toscana. Chissà se le rammentate spoglie del destriero dell’ambasciatore Carlo Cappello si trovano ancora, dopo alluvioni ed altro, a cinquecento anni di distanza in quel punto quasi sotto il prospetto degli Uffizi sull’Arno.

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