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IL NOSTRO MANIFESTO

 


 

Traduzioni:

12. GATTI
I FOLLI VIAGGIATORI IN LUNA DI MIELE

di Kate Mc Bride

Era il lunedì successivo ad una luna rosso sangue ed io ero fuori di me dalla gioia per essere
in luna di miele con la persona che mi rese folle in una notte una indimenticabile,
quando la luna piena si levò ad oriente per la seconda volta in quel mese e diffuse
il suo chiarore sul dialogo tra me ed il mio amante, mentre attraversavamo i mari
con l'aiuto del sempliciotto che vola sulla vetta dell'albero della nostra barca,
aggiungendo un piccolo “staccato” alle nostre parole nel momento in cui decidemmo
di raggiungere la luna e sposarci,
anche se molti ci chiamerebbero membri di una frangia lunatica e supporre che
fossimo sotto l'influenza delle corbellerie ma, infatti, stavamo fissando l'uomo sulla luna,
cantando “Moon River” e bevendo grappa con la nostra gatta nera Diana,
che chiamammo così in onore della dea romana della luna e che ci faceva ridere quando
miagolava forte mentre io declamavo i versi romantici del poeta E.E. Cummings,
che suggellava il nostro destino:
“Tua è la luce attraverso la quale è nato il mio spirito:
tu sei il mio sole, la mia luna e le mie stelle”.


14. CINEMA
VOGLIAMO LA LUNA E LE STELLE


di Juan Pittaluga

La luna e i sogni sono sempre stati associati. La luna è come un cinema naturale nella notte,
fonte di luce nell'oscurità della sala.
Il potere del film sull'immaginario richiede questa complicità.
Essa impressiona sempre per la sua forza di suggestione. Lo sguardo dell'uomo su questa
fonte luminosa ha sempre ispirato scene d'amore per il cinema. Praticamente, tutti i film
di notte imitano la luna per avere una fonte di luce reale. Di tutte le scene notturne d'amore,
forse quella in cui Bette Davis dice in Now, Voyager,
“Oh, Jerry, don't let's ask for the moon. We have the stars”,
rimane la più bella testimonianza della presenza della luna nel cinema, e nella vita...


21. DA TEL AVIV
PREGANDO LA LUNA

di Sefy Hendler

E' difficile pensare ad un corpo celeste che sia più importante della luna nella cultura ebraica.
Il calendario ebraico si basa sui ritmi delle apparizioni della luna: la luna nuova
significa l'inizio del mese, mentre la luna piena ne indica la metà.
In questo modo, ogni anno, si stabiliscono le date delle principali feste ebraiche:
l'anno nuovo ebraico coincide sempre con la luna nuova di settembre
o con la prima settimana di ottobre, mentre la Pasqua ebraica arriva sempre con la prima
luna piena di primavera.
I dotti ebraici fissarono il calendario alla fine del IV secolo e, al fine di sincronizzarlo
con l'anno solare, venne aggiunto un mese ai 12 esistenti ogni secondo
o terzo anno. Anche il rito di santificazione della luna (Kiddush Levana in ebraico),
la benedizione della luna nuova ogni mese, dimostra il suo predominio
nella cultura ebraica. Probabilmente, si tratta di una delle più belle benedizioni
nella tradizione ebraica e, solitamente, viene recitato fuori dalle sinagoghe
alcuni giorni dopo la comparsa della luna in cielo. I credenti ebraici ogni mese si raccolgono
e benedicono la rinascita della luna (detta anche “la bianca”)
e ringraziano Dio per averla creata e averla fatta apparire di nuovo. Paradossalmente,
si verifica che nessun'altra religione,
se non il Giudaismo monoteista, ostile al paganesimo,
benedice ogni mese la luna
al fine di dimostrare il suo credo che Dio, unico ed assoluto,
creò il sistema solare.
Ancora un modo per dimostrare il legame unico tra gli uomini e la luna,
che ci strega fin dalla notte dei tempi.

 

 



 

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