19. Di line e di lane
Il senso del peccato
di Pietro Jozzelli   

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Parigi - Ciò che abbiamo perduto, anche se lo abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi, è in mostra al museo del Lussemburgo fino ad agosto. E’ la bellezza dell’immagine della Toscana (uno specchio in cui non ci riflettiamo più travolti come siamo dalle acque cupe della tragicommedia quotidiana) esaltata nelle tavole di Filippo Lippi fatte volare dal duomo di Prato in queste quattro stanze avvolte nella penombra. La luce degli spot rende brillante la grande novità del rinascimento pratese: la messa in prospettiva, il dinamismo plastico delle figure, la reinterpretazione dei temi dell’antichità classica. Siamo figli di queste Madonne e di un bellissimo San Giorgio che dispensa grazia, forza e umanità. Figli degeneri, vien da dire, perché non sappiamo più restare muti e umili di fronte alla forma perfetta della nostra anima: non ascoltiamo le sue parole, chiniamo gli occhi per osservare il nostro piccolo passo, siamo bravi solo ad abdicare. Eppure, in questa umida giornata parigina, lo sguardo trasognato di madame Sevigny davanti al morbido Bambino dipinto dal gran frate, ci dà uno scossone. Possibile scoprire, a mille chilometri di distanza, l’essenza stessa del nostro peccato?

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