20. Consolato teatrale
Pieni d'Islam
di Giovanni Curatola   

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E se volessi vedere qualche opera d’arte islamica, in Italia, dove dovrei andare? A Firenze. Ma va?! Certo; al Bargello c’è la più importante collezione italiana di materiali musulmani, in verità poco nota, ma con molti capolavori. La raccolta non è piccola (circa 250 oggetti) e non impallidisce nemmeno al confronto con i maggiori musei europei (British, Louvre, Hermitage, Berlino). Anche perché qualcosa risale alle fantastiche collezioni dei Medici, un pedigree assolutamente invidiabile e che pochi oggetti d’arte islamica possono vantare. Ma dai…!? Metalli di straordinaria e raffinata fattura, avori (molto rari), ceramiche, armi, tessuti e tappeti (5), una delle due lampade da moschea in vetro (1343-1347) in Italia; insomma molta varietà. Dovendo scegliere un solo oggetto, superando l’imbarazzo di un babbo che ama tutti i suoi figlioli, parlerei del piccolo elefantino in avorio (Iraq o Iran, IX-X secolo), naturalistico e finemente scolpito. E’ un pezzo del gioco degli scacchi (è l’alfiere; termine che deriva dall’arabo al-fil appunto elefante), un gioco d’origine indiana passato poi alla Persia e da lì a noi. Quando diciamo scacco matto traduciamo, storpiandolo, il persiano shah mat (il re è morto).

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