2 Editoriale
Immagina ciò che va amato infinitamente
di Fabio Picchi   

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Se toccandola sentirete correre un brivido lungo tutto l’avambraccio, se vedendola vi sentirete persi nell’emozione, dovrete abbracciarla per tutta una vita. Oggi amare una moglie, soggetto e persona, è un atto assolutamente rivoluzionario, che prende distanza dall’irresponsabile disabilità affettiva, che si nutre di oggetti, di sempre insoddisfacenti oggetti, capace soltanto di produrre bulimiche paure e pavidità emotive che tengono persone e popoli lontani dalla facile, necessaria e possibile ricerca delle felicità. Felicità come successo personale perseguibile in figli, cani e gatti, passeggiate e cibi, amicizie, musiche, libri e tanto altro. Le tante differenze come le altrui opinioni: sentieri percorribili col vantaggio del sapere ormai molto su tante umane vicende. Alziamo nuovamente bandiere recitanti “Non fate la guerra, fate l’amore” - “Peace and love” punto di partenza di una generazione che aveva capito molto di più di quello che facili e spaventati conformismi ci vollero e ci vogliono far credere. L’Immagina se un popolo di lennoniana memoria in un rinnovato leopardiano sabato del villaggio, si invitasse a cena, se amasse una moglie, un marito, un figlio, un territorio col suo panorama e i suoi contenuti. Un paese con le sue mille straordinarie differenze, Immagina il ridicolo di certe presunzioni, di certa politica, di qualche amico ormai lontano, di qualche inconfessato personale pensiero su cui sarà bene che anche io rifletta con più attenzione. Decidere con rinnovato e responsabile coraggio emotivo ciò che è bene tener lontano dal “cuore” e ciò che va amato infinitamente.

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