5 Gesti Teatrali
Eravamo più intelligenti quando eravamo stupidi
di Alberto Severi   

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Zuppa (più soft: pacchina)era lo scappellotto assestato su una collottola appena falcidiata dal barbiere. Il nocchino consisteva invece nel colpo inferto sulla calotta cranica dei più tardi, con le nocche del pugno chiuso, quasi a sondare, tramite la risposta sonora, l’effettiva presenza di un cervello, all’interno, o a smuoverne i neuroni assopiti. Da non confondere con la masa, affibbiata – di solito in gruppo – a chi si voleva amichevolmente punire per una topica, o, al contrario, per un’insperata e immeritata fortuna (come l’essersi messo con la più belloccia del quartiere): energica strusciata praticata sulla testa del malcapitato con tutte le quattro nocche della mano, strofinando velocemente capelli e cuoio capelluto. E poi c’era la tirata d’orecchi… Il ganascino… Il pizzicotto sul sedere (non ancora criminalizzato al rango di molestia sessuale e di tentata violenza carnale)…
Erano gesti (teatrali) di apparentemente stupida fisicità, alcuni davvero fastidiosi e triviali. Eppure, a pensarci bene, in quella stupidità albergava nascosta un’intelligenza ancestrale e intuitiva (l’intelligenza affettiva? L’intelligenza emotiva?): quella che appunto implica l’accettazione del rapporto fisico fra gli esseri umani, il toccarsi, il ciancicarsi, perfino il farsi un po’ male con affetto, misto ad una misurata dose di aggressività (“gli è i’ benaccio!”, diceva l’autore del gesto, scusandosi con la lamentela altrui: “bischero, tu mi fa’ male!”). Oggi che sintomaticamente abbiamo riservato la dicitura “rapporto fisico” al solo rapporto sessuale, e per il resto evitiamo come la peste il contatto con l’altro, e se capita di sfiorarlo ci scusiamo, e riserviamo gli abbracci alle formule di saluto scritte (un abbraccio: ma quando mai?), oggi la nostra intelligenza tutta cerebrale espunge e reprime quella fisicità, finché essa rischia di tracimare ed esplodere, davvero stupidamente, e criminalmente, non più limitandosi a toccare e ciancicare l’altro/a, ma giungendo talvolta a penetrarlo/a con violenza. A fargli male davvero. Eravamo più intelligenti quando eravamo stupidi. Cioè fisici ed emotivi. E teatrali. Sipario.

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