7 Esplorazioni
In cerca della tribù che non esiste nelle enciclopedie
di Raffaele Palumbo   

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Per decenni Sydney Possuelo ha cercato di contattare gli isolados. Lui, l’ultimo dei sertanisti, esploratore brasiliano che ha dedicato la vita agli indios della foresta amazzonica, per anni ha cercato di contattare quelle tribù che mai prima avevano visto l’uomo bianco. Persone che non sanno della nostra esistenza e che non sono presenti nelle nostre enciclopedie. “Un’altra umanità”, le chiama Possuelo. Una umanità in gran parte sterminata dall’impatto con la cività. Nascosta in quel santuario della biodiversità che è la foresta amazzonica. Qui si trova il 70 per cento delle specie animali e vegetali esistenti al mondo. Qui esistono ancora dei popoli indigeni non ancora contattati. Il primo incontro Possuelo lo fa agli inizi degli anni ’70: “quando li vidi provai la stessa sensazione che si prova quando si prende una scossa elettrica”, ricorda oggi. Sydney entra in contatto con gli isolados, con l’intenzione di proteggerli. Poi, le “emozioni fortissime che nascono da queste esperienze”, generano un altro approccio. Possuelo capisce che qualunque forma di contatto ha solo effetti devastanti: “ogni volta che facciamo un contatto, contribuiamo alla distruzione di una cultura”. La vita dell’ultimo sertanista brasiliano - instancabile settantenne - è ormai un paradosso. Rischia la vita per cercare popolazioni isolate per evitare che abbiano contatti. Oggi Possuelo - sopravvissuto alla morte e alle minacce che i tanti cercatori d’oro e latifondisti brasiliani non gli fanno mancare da decenni - è però rimasto solo, isolato, come i suoi isolados. Dopo aver ricoperto le più alte cariche istituzionali in materia, si è visto voltare le spalle dal governo brasiliano, incapace di sostenere le pressioni di chi vede nella foresta una fonte inesauribile da sfruttare.

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