18 La memoria
Croce del Sud, la notte in cui Vespucci scoprì quattro stelle mai viste
di Luigi Settembrini   

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A proposito di intelligenza emotiva voglio ricordare che, per secoli, Firenze ne è stata la patria. Cittadini di quella patria, di quell’intelligenza, furono tre straordinari protagonisti di cui nei prossimi anni ricorreranno gli anniversari della nascita (Vasari 500 anni nel 2011 e Boccaccio 700 anni nel 2013) e della morte (Vespucci 500 anni nel 2012). Sto lavorando a un progetto culturale che li ricordi. Per farlo ho dovuto naturalmente rileggere, riappropriarmi delle loro memorie. Mi hanno particolarmente colpito le lettere che Amerigo Vespucci, a bordo della caravella che lo trasporta durante i suoi viaggi nel nuovo mondo, scrive a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. Nel mezzo dell’oceano sconosciuto, a mesi di navigazione dal porto da cui era partito, cercando di fare il punto nave (grande come una bagnarola!) e di trovare la longitudine osservando “l’incrociarsi della rapida Luna con gli altri pianeti”, Vespucci scopre quattro fulgide stelle che indicano la direzione del sud. E nel solitario silenzio di quella notte di mezzo millennio fa, in quel mare straniero, trova il tempo il cuore l’emozione di descriverle al Medici con un verso dal primo canto del Purgatorio di Dante:
« [...] E vidi quattro stelle
non viste mai fuor ch’a la prima gente.
Goder pareva’l ciel di loro fiammelle:
oh settentrional vedovo sito,
poi che privato sè di mirar quelle!»
Le stelle furono poi chiamate la Croce del Sud.
Il 6 agosto 1508 il navigatore che diede il proprio nome a due continenti, che chiamò così il Venezuela perché il porto di Maracaibo gli ricordava Venezia, a testimonianza dei meriti acquisiti viene insignito del titolo di Piloto Mayor. Muore a Siviglia il 22 febbraio 1512, all’età di 58 anni. Intelligenza emotiva dove sei finita? Quanto male ha fatto ai sogni la televisione!

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