3 La provocazione
Agenzia Viaggi Brontoloni
di Raffaele Palumbo   

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No, non si può fare. Ricorda troppo certe deportazioni novecentesche. Ricorda troppo certi campi di rieducazione da rivoluzione culturale. Però... Sarebbe affascinante vedere al lavoro un’Agenzia di Viaggi Necessari che lavori in sostanza sull’uso delle parole. Sull’attribuzione di senso, più che sullo svago di chi cerca un po’ di relax in un’isola esotica. Niente di tutto questo. La nostra agenzia dovrebbe avere personale sparso su tutto il territorio fiorentino. Agenti segretissimi che si aggirano tra i banchi dei mercati, tra le code alla posta, all’uscita delle scuole. Loro compito, ascoltare le parole della gente e poi organizzare il viaggio. Si sente dire alle volte: “Mamma mia, il quartiere di San Lorenzo è diventato peggio di Scampia!”. Presto fatto. La persona che ha pronunciato la frase, viene presa e portata per una settimana - una settimana, non un mese o un anno - a vivere direttamente in via Antonio Labriola, nelle case dei puffi, nel cuore dell’inverosimile quartiere napoletano, che da solo fa 80mila abitanti. Oppure quando si sente dire: “Le strade del centro di Firenze sono diventate più sporche di Bombay”. Benissimo, tutto gratis. Il nostro viene gentilmente preso e portato a vivere nello slum di Colaba, come quello raccontato da Gregory David Roberts nel magnifico viaggio chiamato Shantaram. Una volta ho sentito dire - vicino alla stazione - “sembra di stare a Gaza”. L’agenzia lavorerebbe a pieno ritmo. Aerei sempre pieni. Però dice che no, proprio non si può fare.

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