5 Riflessioni
Ha ragione Proust: per viaggiare servono nuovi occhi
di Luigi Settembrini   

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Sul mio vocabolario il viaggio viene definito lo spostarsi da un luogo all’altro distante dal primo, e d’altra parte i vocabolari sono un po’ come gli ingegneri: precisi ma freddini. Serendip, re e filosofo dello Sri Lanka, la pensava in altro modo. Tanto è vero che, per educare i figli, anziché mandarli a scuola, impose loro di partire per un viaggio. Un viaggio quale che fosse, purché si trattasse di un tragitto, un percorso, una via. Si può viaggiare anche dentro la testa di un amico, il cuore di un amante. Perché Colombo e Vespucci rischiavano la vita affrontando oceani smisurati e ignoti su navi grandi come un bilocale? Marcel Proust sostiene che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Amerigo Vespucci voleva quindi nuovi occhi? Di sicuro. Difatti, con i suoi occhi nuovi, descrive così il paesaggio durante il suo quarto viaggio alla scoperta del continente sudamericano: “Quello che vidi fu...tanti pappagalli e di tante diverse specie che era una meraviglia; alcuni colorati di verde, altri di uno splendido giallo limone e altri neri e bene in carne; e il canto degli uccelli che stavano negli alberi era cosa così soave e melodica, che molte volte rimanemmo ad ascoltare tale dolcezza. Gli alberi che vidi sono di tale e tanta bellezza e leggerezza che pensammo di trovarci nel paradiso terrestre[...]”. La prova definitiva che per viaggiare ci vogliono gli occhi è costituita da quei giapponesi intruppati dietro la bandierina del tour operator, che girano senza veramente vedere. Forse s’aspettano che il sindaco di Firenze li saluti da un balcone di Palazzo Vecchio, travestito da Lorenzo de Medici. Sant’Agostino afferma che gli uomini viaggiano per stupirsi degli oceani e dei monti, dei fiumi e delle stelle e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi. (Però Matteo Renzi abbigliato in quel modo sarebbe Magnifico per davvero. Viaggio o non viaggio, resterebbe strabiliato anche il Santo).

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