7 Gesti Teatrali
Elogio del portapacchi
di Alberto Severi   

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Esistono ancora quegli elastici, coi ganci, che servivano a fissare scatole, masserizie, vettovaglie, tricicli, biciclette, monopattini, sui portapacchi delle familiari, quando si partiva per i viaggi più lunghi, negli anni ’60? Esistono ancora, i portapacchi? O, nelle familiari del terzo millennio, promosse a station wagons, tutto finisce elegantemente stipato e nascosto nel ventre stesso della carrozzeria, in portabagagli infinitamente capaci, come la borsa di Mary Poppins? Se è così, si è perso un altro gesto teatrale, che a noi bambini della prima motorizzazione di massa dava il senso e il gusto del viaggio: quello del padre di famiglia-demiurgo, che armeggiando con gli elastici uncinati come col filo di un aquilone, si arrabattava coreograficamente attorno all’automobile, ideando – chi con un progetto e una strategia precisa, chi all’impronta, seguendo l’estro – elaborati percorsi geometrici nei quali l’elastico tendeva a raggiungere la tensione massima, attorcigliandosi attorno agli spigoli delle scatole e al portapacchi, e conferendo all’assemblaggio di bagagli il massimo contributo di compattezza e stabilità. Quale somma soddisfazione nel saggiare la tensione dell’elastico, e nel considerare l’artisticità della composizione che, simile a un monumento impacchettato dallo scultore Christo, troneggiava sul tetto dell’automobile, sfidando ogni legge dell’aerodinamica! Sebbene il più, il viaggio, dovesse ancora iniziare, il prologo, così teatrale, già meritava l’applauso. E il sipario.

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