10 Esperienze
Da Brecht a Cecov
di Monica Capuani   

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Londra. Era un teatro quasi nuovo, nel quartiere emergente di Islington, l’Almeida, quando tanti anni fa mi sedetti nella sala dalle pareti in mattoni dipinti a cementite per assistere a Madre coraggio e i suoi figli di Brecht con Glenda Jackson nel leading role. La capacità di devastazione spirituale della guerra, e l’effetto-valanga che ha sulla dignità della gente: mai il messaggio del testo mi era arrivato con tale potenza. La Jackson poco dopo decise di abbandonare le scene per la politica. Non dimenticherò mai il suo talento asciutto, virile. New York. L’anno scorso, ho raggiunto a Broadway la produzione inglese del Royal Court de Il gabbiano di Cěcov, con Kristin Scott Thomas come Arkadina. Biglietto, preso la sera stessa, in terza fila. Com’è semplice, Cěcov. Scenografia essenziale, luci geniali, costumi perfetti. Attori grandi, anche nel ruolo dei contadini che non parlano mai. Cristallino, pungente, attuale, universale, il testo, con l’aiuto della professionalità altissima di tutti. Negli anni che corrono tra questi due ricordi, ci sono tantissimi viaggi nelle due città che per me sono capitali indiscusse del teatro. Un teatro vivo, vibrante, che tocca corde non sempre accessibili della mente e del cuore, che influenza lo sguardo e il pensiero. Un teatro che qui da noi, purtroppo, quasi mai vedo.

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