11 Percorsi
Quando penso di ritornare
di Massimo Niccolai   

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Attrazione, desiderio. C’è qualcosa che mi attrae, non riesco a fermarmi e pensare che in fin dei conti posso rimanere qui tranquillo nel mio guscio qui sono protetto, conosco tutti e tutti mi conoscono, sanno quali sono le mie abitudini, mi vedono passare tutte le mattine per andare al lavoro, mi salutano e in quei saluti trovo un senso di protezione: mi riconoscono e mi sento tranquillo... eppure una strana forza mi trascina, mi logora, vuole che esca. Angoscia, decisione. Confliggere mi mette sempre angoscia: andare o no e poi chissà cosa troverò ma poi è proprio necessario partire, in fin dei conti sto proprio bene, ho il mio lavoro, ho la mia famiglia, i miei amici... E poi perché devo andare in altri luoghi, basta guardarsi intorno, è il proprio mondo perché andare... Eppure qualcosa mi impedisce di stare, mi logora e allora non ho alternativa, parto... Preparo le mie cose, avrò con me tutto quello che mi serve, troverò le cose che mi necessitano, ho delle abitudini, non posso farne a meno, mi appartengono e poi gli altri chi sono non certo come me...
Ritorno. Come disse un mio amico, “Non bisognerebbe mai partire perché quando si pensa di ritornare è lì che comincia il proprio viaggio”.
Ed è proprio così, è lì che inizia il mio viaggio, il mio mondo scompare e nei volti delle persone vedo tanti altri volti sofferenti, soddisfatti, sicuri di sé, felici... Come la foto di un bambino che sta scendendo dal suo calesse ai giardini, è stato il suo primo viaggio da solo ed è felice di rivedere la sua mamma e raccontarle tutto quello che ha visto e provato.

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