16 Sintesi esaustiva
Quei due in cammino milioni di anni fa
di Milly Mostardini   

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Fino dalle loro prime tracce, lasciate sul pianeta, vediamo che uomini e donne si erano messi in cammino, andando. Viaggiando, si direbbe oggi. È una storia, questa, che amo raccontare. Nel 1976 il paleoantropologo Richard Leaky, che stava proseguendo gli scavi iniziati dal padre Louis negli anni ’50, scoprì alcune orme di ominidi, in Kenya, zona della grande Rift Valley, la faglia dell’Africa centrale, terra di laghi, sorgenti dei fiumi Congo e Nilo. Oggi è il parco nazionale di Ngoro Ngoro. Tra le orme di grandi animali, rinoceronti ed elefanti, di piccoli mammiferi, gnu e giraffe, ecco le orme dei due ominidi, le une più grandi accanto alle altre più piccole. Un adulto e un bambino? Un uomo e una donna? Sono vecchie di 3 milioni e 700 mila anni, più vecchie dunque del famoso scheletro di Lucy, trovato nel 1974 nel deserto dell’Etiopia. Le orme sono presso Laetoli, dove corre la lunga pista della migrazione annuale degli gnu, antilopi africane, verso le verdi pianure Serengeti. Le orme si suppone siano state coperte dalle ceneri di un’eruzione del vulcano Sadiman, che si trova nei pressi, oggi estinto: il terreno a causa delle grandi piogge avrebbe cementato le finissime polveri, poi indurite e sigillate dai sedimenti di successive eruzioni. Non dobbiamo immaginare però che i due in cammino fossero simili agli umani di oggi o all’homo sapiens, giovane di 75 mila anni fa, nemmeno Lucy è simile a una donna di oggi. Ma il punto è che i due camminavano eretti in piedi. Per andare dove? Forse in cerca d’acqua, cibo, terra migliore, una vita diversa. Erano i nostri progenitori primordiali: già in viaggio, migranti, pellegrini, fuggiaschi o esploratori, milioni di anni fa, che riempiranno la terra.

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