25 Un verre de vin rouge
Un Porto molto navigato
di Ugo Federico   

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Tante cose accadono durante un viaggio difficile, a volte forzato, che ci cambiano migliorando ciò che siamo... Come in Portogallo, nella regione del Douro nel XVII secolo dove gli inglesi scovarono il vino di Oporto investendo grossi capitali per portarlo in patria sostituendolo al tanto amato clairet sottoposto ad embargo. Agli inizi il porto era vino rosso, non fortificato. Per renderlo più idoneo ad affrontare il viaggio in mare verso le coste inglesi, si pensò di aggiungere brandy al mosto per bloccare la fermentazione facendone un vino liquoroso. Frutto di una vendemmia estrema e di vitigni come la Touriga Nacional, la Touriga Francesa e Tinta Roriz il Quinta Do Tedo Vintage 1997 è figlio della sapiente esperienza di Vincent Bouchard, figlio di blasonata famiglia produttrice in Borgogna. Rosso granato con sfumature aranciate, ha profumi che vanno dal cacao al rabarbaro bruciacchiato con sentori di frutta secca e rosa canina. Una dolcezza in bocca equilibrata e bilanciata da una freschezza disarmante. L’uva viene vendemmiata a mano per via delle scoscese rive del fiume Douro, per poi essere pressata con i piedi per alcuni giorni in vasche di granito chiamate lagares. Sistemata in tini d’acciaio, viene fermata la fermentazoione con l’aggiunta di un’acquavite d’uva. Il vino viene poi invecchiato nelle famose pipe portoghesi che nella primavera affrontano un fantastico viaggio sul fiume a bordo dei caratteristici barcos con destinazione Vila Nova de Gaia dove riposano in cantine fresche per anni ed anni.
Bevuto in compagnia, per chiudere un viaggio divenuto indimenticabile.

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