13 Lasciate che i bambini
Quei cavalli che non si lasciano imbrigliare
di Tomaso Montanari   

Share

Tutto sale, in questo quadro. Sale il fumo delle ciminiere, sale il fumo che sbuffa dalla locomotiva, salgono i ponteggi che coprono le nuove case che salgono senza sosta verso il cielo. E soprattutto salgono, si inarcano, saltano i cavalli bianchi e rossi che danzano al centro del quadro. Non li cavalca un essere umano, ma un misterioso lampo blu: gli uomini tentano invano di frenarli, di indirizzarli, di controllarli.

La forza e la libertà di questi cavalli selvaggi sembrano ricordarci che le città non sono costruite dai programmi di chi le governa, ma dal movimento incontrollabile di chi le vive; che le città non appartengono a chi cerca di fermarle, ma a chi ne ama il movimento. Dopo cento anni esatti, questo quadro più vecchio dei vostri bisnonni è ancora capace di squarciare il velo del futuro e di raccontarci come sarà, tra altri cento anni, una città viva. Una città senza mura, una città che corre, una città tessuta da tutti i colori, una città che non si lascia imbrigliare, una città che non è un museo ma un’officina. Una città che sale: una Città Aperta

 

Umberto Boccioni, La città che sale (1910), New York, Museum of Modern Art 


Share