26 Pieni d'Islam
Aspettando una moschea
di Giovanni Curatola   

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Storicamente le città musulmane dal punto di vista urbanistico non sono mai state aperte, anzi. Madinat al-Salam (Città della Pace, fondata il 1° agosto 762), che poi diverrà Bagdad, era circolare e con addirittura un duplice cerchio di mura. Ma se essere aperti vuol dire dialogare, ascoltare un discorso interessante o semplicemente starsene per i fatti propri; oppure riposare, o, ancora, stare a leggere un libro. Ma anche mangiare qualcosa, o addirittura fumare quando era consentito farlo, e talvolta corteggiare le ragazze con discrezione (con semplici e furtive ma esplicite occhiate come da noi avveniva nelle chiese), e trovare ombra d’estate e un tetto sotto la pioggia, acqua, un gabinetto ... Questa è una moschea. Edificio che per architettura si apre su tanti fronti (lo so bene che la corrente malikita non permette l’accesso alla sala di preghiera per i non musulmani; ognuno ha, in un certo senso, i suoi lefebvriani), che è multiforme e sfaccettato con lo scopo di portare tutti nella stessa direzione: a Dio passando per Mecca. Una Città Aperta, qualsiasi città aperta, oggi, non può che avere almeno una moschea.

 

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