28 Di line e di lane
Quelle lamiere erano inutili
di Pietro Jozzelli   

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“Firenze città aperta chiede pace”. Era il 10 novembre del 2002 quando Repubblica Firenze uscì con questo titolo a sei colonne in prima pagina. Il giorno prima si era svolto nelle vie cittadine il Social Forum, quell’incredibile happening fatto di entusiasmo e di speranza nel futuro che aveva convogliato nella vecchia città della cultura rinascimentale settecentomila giovani. I negozi del lusso avevano eretto barricate di lamiera e cemento contro il timore di vandalismi alle loro vetrine, donne e uomini di Firenze si affacciavano invece alle finestre per regalare tè e caffè ai giovani in strada. Non ci fu un incidente, quelle lamiere e quel cemento si rivelarono inutili. Anzi: utilissimi, perché imprigionarono nella loro ridicola marginalità griffe e consumistiche ambizioni. Quella pace chiesta dalla Firenze del Social Forum non c’è ancora, il dio della guerra continua a percorrere le vie del mondo, ma l’idea di città aperta è rimasta, come estremo tentativo di credere in un’altra vita possibile. Così è Firenze: solo toccando le corde più profonde dei suoi valori e della sua storia, riesce a dimenticarsi di essere ogni giorno una Firenzina.



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