9 La scommessa
Lavoro non per dovere ma per piacere
di Raffaele Palumbo   

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Farei una scommessa, e so anche che la vincerei. Forse è per questo che nessuno vuole scommettere. E la posta in palio sarebbe enorme. No, non una follia alla Pol Pot che arrivò a bombardare le banche. Anche se... Chi non lo ha fatto un pensiero, di questi tempi. Qui si tratta invece di stringere un accordo, per fondare una nuova repubblica. La Repubblica delle donne e degli uomini liberi dalla schiavitù del lavoro come necessità. È questo il mio più grande e profondo desiderio. La mia utopia. Il lavoro come espressione della propria persona, senza costrizioni, senza doverlo fare per i soldi. Un lavoro scelto, fatto quando, come e con chi lo si vuole fare. E allora nessuno lavorerebbe più! Direte voi. Niente affatto. Anzi, sarebbe esattamente il contrario. In un mondo di uomini e di donne liberi dalla schiavitù del lavoro come necessità, gli uomini e le donne continuerebbero ad essere dei lavoratori e delle lavoratrici, continuerebbero a trarre identità dal proprio lavoro, inizierebbero a trarre soddisfazione e felicità dal proprio lavoro, sarebbero più produttivi e, soprattutto, sarebbero più creativi. Avremmo le soluzioni, le risposte, le chiavi per aprire delle porte fino ad ora non immaginate. Certo i vari Marchionne non esisterebbero più, o meglio esisterebbero, ma magari sarebbero felici di vivere senza giocare con le vite degli altri. Non ci sarebbero più le liquidazioni milionarie per manager che di mestiere hanno mandato a casa i lavoratori a centinaia. Nel 2004 l’ex amministratore delegato della Fiat Giuseppe Morchio - già uscito da Pirelli con un bonus da 120 milioni - lasciò il Lingotto con in tasca un pacchetto di stock option rivalutatosi in due giorni di 1,7 milioni di euro. Quanto guadagnava in Fiat in 18 mesi. Beh, tutto questo non ci sarebbe più. E forse ci sarebbe anche qualche avvocato di meno. Ma che volete farci. Ricordate Tom Hanks in Philadelphia? “Cosa ci fanno cento avvocati legati in fondo all’oceano? Un buon inizio”.

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