14 Leggere
L’eccitante consapevolezza del proprio destino
di Francesco Cury   

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La 21ª Donna di Martino Ferro è un romanzo piacevolmente ruvido e poroso, al tatto e ai sensi. La lettura viene incalzata dall’ansia di scoperta del destino di Raffaele Stella dopo che una cartomante gli predice che “il 21 è il numero della Donna”. Trauma forte e potente, la rivelazione diventa quasi una malattia che lo inseguirà per tutti i suoi 70 anni di vita nella ricerca insaziabile del suo significato.

In una Firenze-palcoscenico sempre ben scenografata, reale e immaginabile, Raffaele si muove alla ricerca di dov’è l’amore e dove i sentimenti. Attraverso diverse forme, dai disegni alle fotografie, dal diario allo scambio di sms, attraverso 21 capitoli e 21 donne, colpi di scena e un intreccio spaziotemporale molto coinvolgente, Ferro ci racconta la vita di un personaggio che, tra emozioni e insensibilità affettive, varca spesso, trascinato dagli eventi, la soglia della perversione nella sua accezione socialmente riconosciuta. Il numero 21 appare e scompare ossessivamente ovunque. Il tormento patetico dei fantasmi personali e dei ricordi diventa imposizione di un destino preciso, una necessità di determinismo nell’umano tentativo di semplificazione. Raffaele diventa un Edipo moderno, un Edmon di David Mamet lucido e consapevole, angosciato continuamente dal confondere incontrollabilmente caso e destino. Una morbosa ricerca di coincidenze rivelatorie che spingono inesorabilmente alla perdita della coscienza de sé dove alla fine vince comunque il destino. Ma quale aspirazione è più bella e soddisfacente della consapevolezza del proprio personale destino? Un libro letto senza respiro in una nottata, un libro che rimane e che ricompare continuamente quando meno te lo aspetti.

 

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