18 Una Stella a Firenze
Mi servirebbe davvero un’intervista esclusiva con il maestro Maratti
di Stella Rudolph   

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Entro pochi mesi dovrò licenziare una ponderosa monografia su Carlo Maratti (1625-1713), caposcuola della pittura romana nel secondo ’600 ed il più rinomato artista in Europa dopo la scomparsa di Gian Lorenzo Bernini (1680). Nonostante le capillari ricerche proseguite da alcuni decenni, avrei urgente bisogno di sentire dalla sua viva voce un consuntivo delle scelte estetiche, prassi di lavoro, giudizi sui singoli talenti operanti nella sua frequentatissima bottega nonché sugli esimi rivali nel mestiere, ulteriori particolari della vita privata (parecchio accidentata) e gestione dei complessi rapporti coi mecenati (tra cui sette papi e le loro famiglie, i regnanti di Francia, Spagna e dell’impero asburgico, ecc.). Quindi occorrerebbe chiedergli un’intervista esclusiva, magari rilasciata durante un mio sopralluogo nel suo palazzetto-atelier-museo sito davanti all’ingresso di quello Barberini in Roma: si tratterebbe di una verifica sulla bontà di ciò che sto scrivendo sul suo conto e così dormirei un po’ più tranquilla, specie se egli accondiscendesse pure di rivedere le bozze di codesta immane impresa. So bene che l’auspicato nostro incontro non potrà avverarsi senza l’intervento del genio con la magica lampada che mi riporti colà, tre secoli indietro, sull’agognata macchina del tempo. Noi inglesi chiamiamo siffatto fantasioso desiderio wishful thinking. Che esso venisse esaudito almeno in un sogno chiarificatore!

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