29 Di line e di lane
Com’è bello poter tornare a vivere da angeli
di Pietro Jozzelli   

Share

Mercoledì sono andato a correre lungo le rive dell’Ombrone. Ho lasciato la macchina a Pontelungo e sono sceso sul sentiero ancora erboso che costeggia il corso del fiume. Era una giornata magnifica, l’unica piena di sole di tutto novembre. Le ultime nuvole sparivano verso sud, cariche di una pioggia che si ritraeva per lasciare spazio all’acqua cristallina in rapida corsa mormorante verso Bonelle, la Pergola, l’incontro con la corrente giallastra dell’Arno. Tagli di luce calda, qualche alito di vento che asciuga il sudore della fronte, la sensazione che il mio mondo di ragazzo tornasse a carezzarmi offrendomi una alternativa nostalgica al plumbeo grigiore quotidiano. Meglio: una ricarica esistenziale da contrapporre alla fine degli entusiasmi imposta dai tempi. La corsa è diventata leggera, sfioravo appena il sentiero serpeggiante, l’angelo custode mi aveva preso per mano e finalmente volavo sopra le cose insieme a lui. Pochi centimetri da terra, ma quale distacco, che sottile ironia nei miei occhi, come si fondevano leggeri passato, presente e futuro. Ho pensato: com’è bello vivere da angeli, il mondo è un continuo big-bang, se solo riesci a sollevarti un po’, si può sempre ricominciare daccapo. È durata il tempo della corsa, poi sono ripiombato giù. Ecco il mio più grande desiderio è tornare a volare insieme all’angelo.

Share