30 La ricetta
Acciughe miracolate
di Fabio Picchi   

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Nella fortunata ipotesi che per le festività natalizie abbiate saputo lusingare un pescatore o un pescivendolo e che costui per inspiegabile miracolo naturale abbia saputo pescare con la tecnica della lampara acciughe lasciandole così in una integrità commovente, con altrettanto garbo sporcatele con due goccie di aceto rosso, uno qualche spicchio tritato d’aglio e del seme di finocchio, facendole riposare in un frigorifero per una mezza giornata.

Dopo di che riponetele in una teglia per poi grigliarle nel più potente dei forni con tutto acceso, aspettando che la temperatura superi i 300 gradi e che le incandescenze del grill, se non siete possessori di un forno a legna o di un’ancor più comoda griglia, le sottopongano a rapida arrosticciolatura. Dopo di che condite con un emulsionato di olio e limone e origano infrangendo piccoli pezzi di pomodoro pelato di Donoratico o di Anacapri o dei vostri territori per garbata sporcatura. Nel mangiare le acciughe evitate il pomodoro. Ma quando alla fine tutti i pesci saranno finiti, per una vostra personale moltiplicazione dei pani, e solo a quel punto, inzuppate e ripulite la teglia con dei crosticini che nella loro oleosa corsa caricheranno sopra di sé il grasso colato nella cottura, il limonoso olio della conditura, l’origano e per chiudere raccatterete, trattenendoli con le dita, i pezzetti di pomodoro. Il tutto andrà mangiato nella certezza di ungersi le dita e la bazza e nella coscienza delle nostre fortunate, facili e desiderate abbondanze.

 

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