Ottobre 2010
1 Foto di James O'Mara
di James O Mara   
 
2 Editoriale
Qui da noi a Firenze
di Fabio Picchi   
Io che da laico amo la Sinagoga, io che amo tutte le Chiese della mia città. Io che da laico voglio una Moschea che simboleggi la nostra caparbia abitudine di fiorentini alla nostra e altrui libertà. Io certo che nessun versetto o pensiero satanico mi terrà in solitudine davanti a un per me augurabile toscano Shish-Kebab. Io che da laico temo i nazionalismi e amo i popoli. Io che da laico ho in odio i vessilli di tutte le guerre ma che amo tutte le bandiere.
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4 Occhio di Bue
Bucchi 2010
di Massimo Bucchi   
 
6 Gatti
Dormo e sorrido
di Kate Mc Bride   

I sleep, I dream, I journey ...To a small painting, the Allegory of Happiness, almost missed in a corner of the Palazzo Strozzi. Bronzino, the poet, paints images on copper. Happiness in the center, a porcelain smooth female figure, dressed in pink and blue, holds a cornucopia of fruit. She is loved. Cupid tugs at her dress and wraps his arm possessively across her thighs. To either side, Justice and Prudence guard her. Justice holds a globe, Italy in the center.

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8 La valigia dell'attore
Quel Globe non è a Londra
di Alessio Sardelli   
Globe Theatre. Londra? No, Roma, direttore artistico, Gigi Proietti, romano romanista, profondo conoscitore e interprete del dialetto capitolino, un superbo Petrolini. Che c’entra, direte voi, il dialetto con Shakespeare? Orbene, il Bardo usava spesso per le sue rappresentazioni, attori provenienti da zone diverse dell’Inghilterra, creando curiose sinfonie verbali. Il primo appuntamento per un attore è l’approccio al testo, ovvero le prove a tavolino.
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10 Esperienze
Da Brecht a Cecov
di Monica Capuani   
Londra. Era un teatro quasi nuovo, nel quartiere emergente di Islington, l’Almeida, quando tanti anni fa mi sedetti nella sala dalle pareti in mattoni dipinti a cementite per assistere a Madre coraggio e i suoi figli di Brecht con Glenda Jackson nel leading role. La capacità di devastazione spirituale della guerra, e l’effetto-valanga che ha sulla dignità della gente: mai il messaggio del testo mi era arrivato con tale potenza.
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12 Polvere di Stelle
Oroscopo del mese BILANCIA 23 settembre - 22 ottobre
di L.K.   

Il vostro schema karmico è decisamente positivo, Plutone in transito su Weimar lascia prevedere una prima decade movimentata, ma non preoccupatevi, sono solo normali rastrellamenti, e se non siete rom, immigrati, gay o seguaci della Costituzione non avete nulla da temere.

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14 Lasciate che i bambini
Sosta sul Nilo vista da Caravaggio
di Tomaso Montanari   

Come per milioni di famiglie del nostro tempo, l’unico viaggio della famiglia di Gesù non fu una scelta, ma un obbligo: la fuga da un potere sanguinario, la ricerca d’asilo in un paese straniero. Ma a Caravaggio interessava la trama quotidiana del viaggio: una trama di fatica, di stupore e di incontri. E così sceglie di rappresentare il momento in cui cala la sera, e i viaggiatori si fermano sulla riva del Nilo.

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16 Sintesi esaustiva
Quei due in cammino milioni di anni fa
di Milly Mostardini   
Fino dalle loro prime tracce, lasciate sul pianeta, vediamo che uomini e donne si erano messi in cammino, andando. Viaggiando, si direbbe oggi. È una storia, questa, che amo raccontare. Nel 1976 il paleoantropologo Richard Leaky, che stava proseguendo gli scavi iniziati dal padre Louis negli anni ’50, scoprì alcune orme di ominidi, in Kenya, zona della grande Rift Valley, la faglia dell’Africa centrale, terra di laghi, sorgenti dei fiumi Congo e Nilo.
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18 La fatica
In grisaglia con il machete sulle spalle
di Giancarlo Ceccanti   
Sono in viaggio; mi trovo in un villaggio dell’Africa equatoriale all’interno della foresta. Qua si vive con poco e la povera economia si regge sul lavoro della terra: olio di palma e cacao vengono commercializzati mentre ci si nutre di banane, papaie, ananas e arachidi che sembrano crescere un po’ disordinatamente ma con grande facilità, fra alberi giganteschi.
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20 Pieni d'Islam
Sotto le mura a raccogliere capperi
di Giovanni Curatola   

Non ci volevo credere! Ma scherziamo, mi sono detto, chiedere a un islamista di parlare della bellezza, necessità, ecc. del viaggio? Cioè parlare di quell’Islam cha ha uno dei suoi 5 precetti fondamentali (il quinto, per l’esattezza, al-hajj) nel pellegrinaggio a Mecca una volta nella vita se si hanno i mezzi, che è il più bel viaggio che un musulmano possa immaginare?

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22 Di line e di lane
Una leccia e i sugarelli sul Frejus
di Pietro Jozzelli   
Parigi. Due chilometri prima del Frejus, l’intesa prevedeva due palamite, una ventina di sugarelli e quattro gallinelle. Dopo il tunnel, mentre l’Espace filava a 140-160 all’ora, le palamite erano diventati dentici, i sugarelli resistevano
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24 La ricetta
Porcini all’insù e all’ingiù
di Fabio Picchi   
In fortunata abbondanza di cappelle di funghi porcini, una variante possibile è di cuocere le suddette prima a capo all’insù e poi  a capo all’ingiù in un padellino rovente disponendo in assenza del gambo nel foro un tuorlo d’uovo.
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26 L'orto
Cime o teste di rape
di Stefano Pissi   

Sono di ritorno da un viaggio, ma prima di partire, insieme al mio maestro d’orto, abbiamo deciso che erano, il tempo e la luna, adatti alla semina. Anche per quest’autunno rape; di tre tipi: da foglia, da radice – la testa – e da fiore – la cima.

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3 La provocazione
Agenzia Viaggi Brontoloni
di Raffaele Palumbo   
No, non si può fare. Ricorda troppo certe deportazioni novecentesche. Ricorda troppo certi campi di rieducazione da rivoluzione culturale. Però... Sarebbe affascinante vedere al lavoro un’Agenzia di Viaggi Necessari che lavori in sostanza sull’uso delle parole. Sull’attribuzione di senso, più che sullo svago di chi cerca un po’ di relax in un’isola esotica. Niente di tutto questo. La nostra agenzia dovrebbe avere personale sparso su tutto il territorio fiorentino.
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5 Riflessioni
Ha ragione Proust: per viaggiare servono nuovi occhi
di Luigi Settembrini   
Sul mio vocabolario il viaggio viene definito lo spostarsi da un luogo all’altro distante dal primo, e d’altra parte i vocabolari sono un po’ come gli ingegneri: precisi ma freddini. Serendip, re e filosofo dello Sri Lanka, la pensava in altro modo. Tanto è vero che, per educare i figli, anziché mandarli a scuola, impose loro di partire per un viaggio. Un viaggio quale che fosse, purché si trattasse di un tragitto, un percorso, una via.
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7 Gesti Teatrali
Elogio del portapacchi
di Alberto Severi   
Esistono ancora quegli elastici, coi ganci, che servivano a fissare scatole, masserizie, vettovaglie, tricicli, biciclette, monopattini, sui portapacchi delle familiari, quando si partiva per i viaggi più lunghi, negli anni ’60? Esistono ancora, i portapacchi? O, nelle familiari del terzo millennio, promosse a station wagons, tutto finisce elegantemente stipato e nascosto nel ventre stesso della carrozzeria, in portabagagli infinitamente capaci, come la borsa di Mary Poppins?
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9 Emozioni
In preghiera per Adamo
di Patrick Pacheco   
When visiting Florence, tourists usually make a beeline for Michelangelo's The David at the Accademia. But I was recently captivated by a  far more minor work in the collection:  “The Dispute of the Doctors of the Church over the Immaculate Conception” by Giovanni Antonio Sogliani. It too  features a Biblical character. But one who stands in stunning contrast to Il Gigante.
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11 Percorsi
Quando penso di ritornare
di Massimo Niccolai   
Attrazione, desiderio. C’è qualcosa che mi attrae, non riesco a fermarmi e pensare che in fin dei conti posso rimanere qui tranquillo nel mio guscio qui sono protetto, conosco tutti e tutti mi conoscono, sanno quali sono le mie abitudini, mi vedono passare tutte le mattine per andare al lavoro, mi salutano e in quei saluti trovo un senso di protezione: mi riconoscono e mi sento tranquillo... eppure una strana forza mi trascina, mi logora, vuole che esca.
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13 Una Stella a Firenze
Da Boston fino al Risorgimento
di Stella Rudolph   
L’impulso a viaggiare scaturisce da curiosità e svago, desiderio di acculturamento, di allargare gli orizzonti; oppure da una cesura nella vita, una fuga, un senso d’incompiutezza, comunque sempre tesi all’autorealizzazione. L’insieme di questi motivi spiega il destino della bostoniana Margaret Fuller (1810-50) nel lasso tra il viaggio di andata nel 1846 verso l’Italia e quello di ritorno quattro anni dopo.
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15 Ri-cercata
Su Venere e Marte andranno i robot
di Clara Ballerini   
Viaggio incredibile, complesso, non necessario ma subito indispensabile e bellissimo: era il 1969, avevo otto anni e l’uomo era sulla Luna. Quando abbiamo cominciato a viaggiare nello spazio? Circa 400 anni fa con Keplero, con Galileo, con Newton. Le loro scoperte i loro modelli teorici e la fabbricazione dei primi telescopi è stata la base del nostro sguardo allargato, base che ci ha permesso di conoscere, di fare ipotesi forti sulla nostra origine e di guardare i pianeti come qualcosa di molto di più che semplici puntini luminosi.
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17 Incontri
Willin’ è il vero canto del Viaggio
di Ernesto De Pascale   
Vita da rocker. Non ti sbagli. Vivi di viaggio: bellezza, necessità, obbligo, complessità più una valigia dell’attore piena di altre cose. Celebrato da tutte le più importanti rock star (Tramps Like Us/Baby We Were Born To Run per citare Springsteen in Born To Run) il viaggio resta il passepartout per imboccare la strada dorata per la devozione senza limiti come lo definivano The Grateful Dead nella San Fracisco dell’estate dell’amore.
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19 Classika
In giro per l’Europa a cercare violini
di Gregorio Moppi   
C’è un liutaio israeliano di nome Amnon Weinstein che da oltre dieci anni percorre l’Europa alla ricerca di violini malmessi da rimettere in sesto di modo che, riacquistata la voce, possano raccontare il loro lungo viaggio attraverso la storia.
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21 Cinema
La cultura è tonda come la Terra?
di Juan Pittaluga   

Si le voyage n’est possible que par l’éloignement du familier, où peut-on aller lorsque tout territoire a été découvert? Lorsque partir loin est revenir? La culture est-elle devenue ronde comme la terre?

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23 Da Tel Aviv
Here comes the train
di Sefy Hendler   
I bambini amano i viaggi. E quando eravamo bambini a Tel Aviv, c'era un viaggio che aspettavamo con particolare impazienza. Non era molto lungo né troppo impegnativo. Accadeva una volta al mese, quando nonno e nonna che vivevano a nord, nella città portuale di Haifa, venivano a trovarci a Tel Aviv. Haifa è a soli 110 km di distanza da Tel Aviv, ma a noi, a quell'epoca, sembrava uno dei luoghi  più esotici che conoscessimo.
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25 Un verre de vin rouge
Un Porto molto navigato
di Ugo Federico   
Tante cose accadono durante un viaggio difficile, a volte forzato, che ci cambiano migliorando ciò che siamo... Come in Portogallo, nella regione del Douro nel XVII secolo dove gli inglesi scovarono il vino di Oporto
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