Novembre 2010
1 Donne libere
di James O Mara   


Florence Dance Center Performance, monastero della Certosa

IL MANIFESTO DI "5 NOVEMBRE 2010"

 
2 Per dignità
Rivoluzione con faccia e cuore
di Matteo Renzi   
Fare la rivoluzione è sempre esaltante e pericoloso. Fare la rivoluzione a novembre può sembrare provocatorio e indelicato. Fare la rivoluzione a Firenze è suggestivo e persino romantico. Ma. al di là di tutto, il problema è che fare la rivoluzione, oggi, è un imperativo morale irrinunciabile. Nessuna esagerazione, sia chiaro. Siamo gente di campagna, abituata al senso delle proporzioni: sappiamo non prenderci troppo sul serio.
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4 Passato e futuro
Una parola: coraggio
di Curzio Maltese   

Ragionar di politica è la principale occupazione dei fiorentini, quale che sia il loro mestiere ufficiale, dai tempi dell’Alighieri. Il sommo padre provò in tutti i modi a fare il politico, ma già allora quelli troppo onesti e intelligenti erano svantaggiati, così s’arrangiò a diventare il più grande poeta d’ogni tempo. A volte con Roberto Benigni immaginiamo Dante ai tempi nostri, seduto a tavola con noi a parlar male di Berlusconi e della Chiesa in mano a trafficoni e affaristi. E comunque non avrebbe fatto carriera nemmeno oggi.

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6 Occhio di bue
Bucchi 2010
di Massimo Bucchi   
 
8 Gesti Teatrali
Il momento più bello era quando si apriva la gabbia
di Alberto Severi   
Ma il momento davvero emozionante dell’intera vicenda non era quando si andava alle Cascine e si sceglieva, fra milioni di gabbiette a forma di gazebo, di pagoda, di castello, di trullo, quella che più mi aggradava (perché era ovvio che si sceglieva la gabbia: gli animaletti neri e lucidi e un po’ ripugnanti che vi erano reclusi sembravano tutti uguali, e facevano tutti il medesimo, lamentoso cri-cri da perseguitati incolpevoli).
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10 L'ascolto
di Giulio Picchi   
 
12 Percorsi
Abbattere le barriere che impediscono il con-tatto
di Massimo Niccolai   

Firenze Città Aperta... Vivendoci non sembrerebbe così aperta anzi, i suoi abitanti figurano molto chiusi, sempre pronti alla critica più atroce. Pare che ti vogliano allontanare, rimandare da dove sei venuto, ti guardano con un occhietto sfuggente emanando subito quel sorrisetto ironico e giudicante che riesce a generare irritazione. Evidentemente, però, questa città ha la capacità di produrre un’alchimia che la fa immaginare un luogo dove ci si può lasciare andare, abbattere quelle barriere che impediscono il con-tatto.

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14 Piazza grande
Metti una sera a cena per duemila persone
di Raffaele Palumbo   

I carabinieri in pensione e i figli dei commercianti della piazza siedono insieme al tavolo. Sono stati fortunati ad averne trovato uno libero. Loro, sono arrivati presto. La piazza è stata chiusa presto per dare da mangiare, gratis, a centinaia di persone. Ci sono i giornalisti e gli impiegati di banca, gli sportivi della pallacanestro e i notai, ci sono professori universitari e operai, i global e i no global.

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16 Classika
Un auditorium che ci prenda tutti per mano
di Gregorio Moppi   
Sogno del nuovo auditorium di Firenze. Che non sia solo un teatro Comunale nuovo, ormai un non-luogo che fissa pigro il proprio ombelico. Che ne respinga il compiaciuto immobilismo a cui nel tempo ci siamo tutti assuefatti. Che non si barrichi in un’arroganza fintamente elitaria, ma che invece esondi ovunque in città, prendendo ciascuno premurosamente per mano, compreso il bimbo, l’adolescente, l’anziano con la pensione minima.
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18 Incontri
Aboliamo il “carino” e ritorniamo al “favoloso”
di Ernesto De Pascale   
Ecco cosa sento. Sarà un futuro eccezionale: una comunità all’avanguardia basata sull’apprendimento. Una città con i suoi ampi dintorni suburbani vissuta con audacia da audaci ed intraprendenti che guarda il futuro giudicandolo eccitante. Un nucleo civile dove si abolirà il termine carino per ripristinare il più entusiasmante favoloso: fabulous, come i favolosi Beatles, la favolosa Firenze.
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20 Ricercata
Futuro migliore: libero accesso alle pubblicazioni scientifiche
di Clara Ballerini   

Open access: libero accesso in rete alle pubblicazioni scientifiche. È una diversa idea di testo e pubblicazione che determina da un lato un allargamento della comunicazione scientifica e dall’altro la comparsa di nuove regole, nuovi paradigmi e nuovi diritti.Come si realizza?Una possibilità è quella di procedere creando un auto-archivio: ciascun ricercatore mette in rete copia del proprio lavoro pubblicato e questo resta consultabile gratuitamente.

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22 L'esperienza
E la città diventa un teatro permanente che genera vitalità
di Giancarlo Cauteruccio   
Città Aperta, mi stimola a fare alcune considerazioni. Immagino la città come un organismo di produzione permanente di energia, una struttura aperta, attiva, in continuo stato di interrogazione su se stessa, sulla natura necessariamente porosa dei propri confini, culturali e fisici, e su ciò che la attende oltre questi.La città nel suo pullulare di segni, di forme, di suoni, di sguardi, di conflitti da sempre è stata la prima fonte di ispirazione del mio lavoro artistico.
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24 Una Stella a Firenze
La vocazione di accogliere
di Stella Rudolph   
La secolare vocazione di Firenze come Città Aperta si espletò a partire dall’ incontro nel 1273 fra papa Gregorio X, Carlo d’Angiò re di Napoli e Baldovino imperatore di Costantinopoli, alloggiati nel palazzo de’ Mozzi per comporre un accordo di pace (ahimé non duratura) tra le fazioni dei guelfi e ghibellini che da tempo dilaniavano l’assetto civile − onde la prima pietra della chiesa di San Gregorio della Pace posta ivi dal pontefice, di cui rimane una lapide sulla facciata del museo Bardini che l’ha sostituita.
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26 Pieni d'Islam
Aspettando una moschea
di Giovanni Curatola   
Storicamente le città musulmane dal punto di vista urbanistico non sono mai state aperte, anzi. Madinat al-Salam (Città della Pace, fondata il 1° agosto 762), che poi diverrà Bagdad, era circolare e con addirittura un duplice cerchio di mura. Ma se essere aperti vuol dire dialogare, ascoltare un discorso interessante o semplicemente starsene per i fatti propri; oppure riposare, o, ancora, stare a leggere un libro.
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28 Di line e di lane
Quelle lamiere erano inutili
di Pietro Jozzelli   
“Firenze città aperta chiede pace”. Era il 10 novembre del 2002 quando Repubblica Firenze uscì con questo titolo a sei colonne in prima pagina. Il giorno prima si era svolto nelle vie cittadine il Social Forum, quell’incredibile happening fatto di entusiasmo e di speranza nel futuro che aveva convogliato nella vecchia città della cultura rinascimentale settecentomila giovani.
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30 La ricetta
L’olio nuovo ci ricorda chi siamo
di Fabio Picchi   

Olio nuovo come volete, sul pane, sul riso bollito, per uova crude in una potente maionese, su foglie di cavolo nero scottate, insalate di ogni tipo, fagioli e ceci. Sporcateci un puré per una volta senza burro ma con parmigiano, tuorli d’uovo, pepe nero, latte caldo mantecandolo questa volta con l’olio nuovo. L’olio nuovo che arriva tutti gli anni e ci ricorda chi siamo. Figli dei nostri padri, capaci come loro di lasciare ai nostri figli questo stesso Santo Onorato Patrimonio.

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3 L'incontro
Gli angeli con una sola ala
di Luca Telese   
Se ci pensi è curioso, il modo in cui in questa splendida città si incastrano, come tessere di un mosaico policromo, o come rappresentazioni di ombre su una quinta teatrale, il passato e il presente della sinistra italiana. Se ci pensi è sorprendente il modo in cui girano vorticosamente i cardini delle sliding doors che decidono - facendo perno su questo baricentro - il passaggio fra equilibri antichi e moderni, fra la piccola e la grande storia.
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5 Come se ne esce?
L’ottimismo della volontà
di Fiorella Mannoia   
Il problema è: come se ne esce? Non so dare a questa domanda sempre la stessa risposta, dipende dallo stato d’animo in cui mi trovo. A volte sono più ottimista, a volte invece penso che non ci sia più niente da fare, che questo Paese sia ormai perduto, senza speranza. È un dato di fatto: siamo al livello di corruzione del Ruanda, che occupa il nostro stesso posto nella graduatoria, abbiamo un tasso di evasione fiscale come pochi Paesi nel mondo industrializzato
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7 Riflessioni
Patria di un nuovo pensiero
di Luigi Settembrini   
Nonostante inadempienze e provincialismi, Firenze è ancora una realtà simbolica dal prestigio universale. Capace di rappresentare e promuovere ideali che in un momento di valori e certezze azzerati occorre risvegliare. Firenze dovrebbe trovare la forza di fare quello che lei sola potrebbe: candidarsi ufficialmente patria di un nuovo pensiero, aperto alla conoscenza e al rispetto dell’uomo. Alle priorità della natura, alla cultura del progetto.
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9 Ora di ricreazione
Quel circuito meraviglioso che fa scorrere l’acqua fino all’Africa
di Giancarlo Ceccanti   
Chissà di cosa si parlava cinquant’anni fa con Fabio, compagno di banco sognatore, durante l’ora di ricrezione. Di sicuro, si aspettava a gloria quel neanche tanto breve intervallo, agognato soprattutto per poter finalmente dar fondo alla merenda e per quel bicchiere di latte che la Centrale di Firenze distribuiva tutte le mattine, tenuto in caldo sui radiatori del riscaldamento.
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11 Motori affettivi
Caro Francesco: tu sai leggere dentro di noi
di Andrea Marchetti   
Firenze è una città che stupisce. Spesso è incredibile pensare a quante piccole ma fantastiche storie di vita assistiamo in questa meravigliosa città. Da pochi giorni è stato pubblicato un libro Le parole non sono aria a cura di un medico che lavora nella nostra provincia, padre di Francesco, un ragazzo speciale affetto da una forma di autismo grave. Questo padre ha avuto l’idea di raccogliere alcune lettere scritte da studenti di una scuola media e dedicate al loro compagno che a causa del suo deficit non comunica nei modi che noi definiamo normali.
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13 Lasciate che i bambini
Quei cavalli che non si lasciano imbrigliare
di Tomaso Montanari   

Tutto sale, in questo quadro. Sale il fumo delle ciminiere, sale il fumo che sbuffa dalla locomotiva, salgono i ponteggi che coprono le nuove case che salgono senza sosta verso il cielo. E soprattutto salgono, si inarcano, saltano i cavalli bianchi e rossi che danzano al centro del quadro. Non li cavalca un essere umano, ma un misterioso lampo blu: gli uomini tentano invano di frenarli, di indirizzarli, di controllarli.

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15 Dylan Bob
Affinché il sogno trasformi la realtà
di Marco Poggiolesi   
Nel pieno del mio dormire ho sentito una lieve musica risuonare lontana per le vie cittadine.Mi sono alzato e le sono andato incontro. Non era una ma erano più musiche: voci di poeti che recitavano Kerouac ai piedi del Dante di Santa Croce, un clown raccontava una storia d’amore ad una folla di vecchi bambini commossi, enormi tele come vele issate sopra gli archi degli Uffizi, una ragazza bionda abbracciava un violino, un giovane e la sua chitarra urlavano canzoni di protesta...
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17 Emozioni
Toronto si scalda con il calore multietnico
di Monica Capuani   
Arrivo in una città dove non sono mai stata. Sono ancora sotto jet lag, ma una scrittrice mi ha invitata a cena. È Ann-Marie MacDonald, autrice del best seller Chiedi perdono. È appena tornata a casa dal teatro, dove sta recitando in Top Girls della geniale drammaturga inglese Caryl Churchill, diretta da Alisa Palmer, sua compagna nella vita, con la quale ha due figlie.
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19 Erba voglio
Insopportabile l’idea di rinunciarci
di Caterina Cardia   
Vivere realtà desolanti e conoscere solo queste rende difficile immaginare la possibilità di condizioni migliori. Visto che l’ispirazione creativa non nasce da un’astrazione guardare l’erba del vicino può tornare molto utile quando la nostra è in pessime condizioni.In Italia qualcuno ogni tanto riesce a farsi ispirare da realtà entusiasmanti neanche tanto vicine. In Danimarca, in Svizzera, in Germania, esistono da quasi 50 anni, e da 10 sono riconosciuti dallo stato, gli asili nel bosco.
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21 Romantica Firenze
di James O Mara   
 
23 Staino
Hello, Dante!
di Sergio Staino   
 
25 Gatti
Non bombardate mai più il ponte dei nostri amici Arnie&Soot
di Kate Mc Bride   
A city not occupied or defended by military forces is not allowed to be bombed under international law. This is a dictionary definition of the Open City. On June 1, 1944, Florence was declared an Open City, along with many others, in an attempt to save monuments from being bombed. The bridge where our due gatti, Arnie&Soot, rest did not benefit from this declaration and was destroyed along with all the other bridges of the center of Florence with the exception of the Ponte Vecchio.
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27 Cinema
Cantando contro i potenti
di Juan Pittaluga   

Il est tard à Paris cette nuit, j’essaie d’écrire pour Florence ville ouverte, mais ont cri tellement ici aujourd’hui. Le froid a fini par amadouer les manifestants contre une reforme des retraites qui voudrait nous faire revenir au moyen age social. Ce petit pouvoir veut nous rapetisser, ils voudrait même que nous soyons violent envers le différent. Mais les cris des étudiants qui tout à l’heure ont occupé la rue pour chanter contre cette arrogance persistent.

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29 Da Gerusalemme
Caffè aperto in città chiusa
di Sefy Hendler   

Per coloro che non l' hanno mai visitata ma ne hanno solo sentito parlare o ne hanno letto a riguardo, a giorno d'oggi Gerusalemme non è esattamente percepita come una città aperta. Il suo nome in Ebraico dovrebbe simboleggiare la pace e la sacralità in arabo. Nonostante ciò, negli ultimi anni non è stato sempre facile trovarle entrambe in Gerusalemme. La città Santa per ebrei, musulmani e cristiani era ed è ancora un monumento spirituale, ma anche un simbolo di tensioni politiche, violenza ed anche attacchi suicidi devastanti. 

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31 L'orto
Coltiviamo l’utopia del giaggiolo
di Stefano Pissi   
Il giaggiolo - specie iris -, il simbolo della città di Firenze, è una pianta erbacea della famiglia delle iridacee. É specie rustica che fiorisce una volta l’anno, di maggio. Sulle colline del Chianti viene coltivata a formare basse siepi. Come città antica anche Firenze ha eretto mura alte e costruito porte per difendersi dall’esterno, da una umanità antagonista, perché non conosciuta, e dal bosco, la natura poco addomesticata.
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