Dicembre 2010
1 Editoriale
L’alleanza che riscalda l’anima
di Fabio Picchi   

Vi era una percezione che negli anni si faceva sempre più chiara nel mio desiderio di rincontrarla anno dopo anno.
Agosto stava per finire o il settembre era già iniziato. La sera riapparivano le maglie leggere, fino a pochi giorni prima impensabili nelle caldi notti marine. Ne avevo una celeste con il collo a V che mi mettevo senza sotto nessun’altra maglietta che in quegl’anni erano rigorosamente Lacoste bianche o blu. Nel tempo il loro valore intrinseco aumentava per comprovata usura, sancita da qualche piccola rara rottura. Un quasi mini-pool indossato a pelle e i primi amatissimi jeans di tela bianchi. Scendevo così vestito in paese per condividere il tempo con i pochi che ancora non erano rientrati nelle reciproche vite in città e paesi ben diversi l’uno dall’altro. I romani, i milanesi, i pugliesi, i tedeschi e qualche francese che si portava con se un che di esotico e di proibito. Se ne vedeva di ben pochi all’Elba in quegli anni. Sarei rimasto vestito in quel modo per tutti i giorni a seguire. E poi le mattinate passate senza il rumore della vacanze e la percezione che da lì a poco sarebbe arrivata una maestralata. La temperatura crollava e le foschie mattutine che delineavano l’orizzonte scomparivano per lasciare spazio al cielo più terso che possiate immaginare.
La Capraia appariva e sembrava lì dove poco prima non era. Se non in pochi casi, un tenue profilo. La giovanile e, a ripensarci oggi, tenera vanità mi faceva tirare su le maniche del pullover e nella magrezza irripetibile di quegl’anni guardare con piacere l’incontro della potente abbronzatura dei miei avambracci con quella spudorata lana celeste. Che gioia nell’anima. Sapevo cogliere con qualche segnale di anticipo quel che sarebbe successo. Gli anziani uscivano dalle loro case fermandosi. Qualcuno superava con lo sguardo il pergolino d’uva, altri sulle terrazze per scrutare l’orizzonte. Al fine arrivava Silio, il marinaio più anziano, quello che ti dava il tempo per i sette giorni successivi, quello che avrebbe dichiarato che il Maestrale si poteva trasformare in una Maestralata. Alle volte rientrava scuotendo la testa seguito da tutti gli altri, ognuno nelle proprie case. Altre volte muoveva un passo verso la battigia. Quello era il segnale. Come un sol uomo ci apprestavamo tutti a fare il necessario per mettere al sicuro le barche di tutti.
Io avevo conquistato il privilegio di buttarmi in mare lesto per disormeggiare le più grandi e portarle rapido ai corpi morti, a mezza baia, sul lato destro dove la scogliera della Marinella forniva un parziale ridosso infrangendo lei la potenza delle onde che da li a poco sarebbero arrivate. Poi via via sulle lance più piccole dove, infilati i pesanti remi e liberati i nodi delle cime, posizionavo la prua attendendo l’onda giusta per dar potenza al mio arrivo sulla spiaggia, dove le fortissime mani di tutti agguantavano la barca per farla volare sopra i paranchi, al sicuro. Io, a quel punto, ero già nuovamente in mare nuotando velocemente verso qualche altra barca. L’adrenalina mi faceva da carburante. Nessuno sforzo nel salire sulle fiancate bagnate e nel ripetere l’operazione decine di volte, fino a quando tutte erano in salvo. Onda dopo onda con le ultime sempre più grandi, con la burrasca ormai lanciata fino alle tre del pomeriggio dove il Silio ci aveva preannunciato un suo momentaneo calo, per poi riprendere forza in una notturna Ponentata. Le barche sarebbero rimaste all’asciutto per diversi giorni. Io poi con la santa imprudenza giovanile mi asciugavo al vento e mi rinfilavo il pullover che mi dava sulla pelle salata il senso della sua capacità di riscaldare. Come mi riscaldava l’anima tutta quell’alleanza che determinava, anche nei giorni a seguire, un felice senso di festività. Si entrava e si usciva dal bar del Peria dove tutti ragionavano e raccontavano per l’intera giornata senza nessuna slealtà, senza nessuna avidità, senza nessuna adulta e vanitosa stupidità.
Buona desiderata personale Natalità.

IL MANIFESTO

 

 
2 Il miracolo delle acciughe
di Fabio Picchi   
 
4 Percorsi
L’importante è non smettere mai di desiderare qualcosa
di Massimo Niccolai   
Pensare al mio desiderio più recondito mi ha fatto ricordare un racconto che un mio caro amico mi fece su ciò che gli accadde una volta quando era bambino.Un giorno era al mare su una spiaggia affollata con i suoi genitori. Qualcosa attirò la sua attenzione. Era la curiosità per quel qualcosa che neppure si ricordava.
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6 Dalla Romania
Maria Cassi e sono felice
di Tudor Chirila   

Sunt emotionat si fericit. Pentru ca am vazut un spectacol superb. Am ras, am plans si am plecat din sala cu intrebari profunde. Am vazut o actrita extraordinara. Maria Cassi in My life with Men...and Other Animals. Pare un titlu feminist dar va jur ca nu e. Spectacolul celebreaza viata si iubirea. Atat. Atat de simplu. Si atat de frumos. Sunt atat de impresionat incat mi-as dori ca intreg Bucurestiul sa mearga la acest spectacol sa vada aceasta mare actrita si sa realizeze cat de important e sa traim simplu si frumos.

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8 Natale di Giulio Picchi
All'italiana e alla francese
di Giulio Picchi   
 
10 Firenze Romantica
di James O Mara   
 
12 Il sogno
Una collana di saggezza
di Monica Capuani   
Qualche anno fa il mio più intimo e profondo desiderio si è trasformato in un sogno realizzato. È nata così una collana di testi di drammaturgia contemporanea, che ho intitolato Reading Theatre. Ho selezionato testi dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall’India, dall’Algeria. Testi che – tramite il teatro e la sua forza di coinvolgimento della piazza – affrontavano temi chiave del nostro mondo di oggi.
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14 Leggere
L’eccitante consapevolezza del proprio destino
di Francesco Cury   

La 21ª Donna di Martino Ferro è un romanzo piacevolmente ruvido e poroso, al tatto e ai sensi. La lettura viene incalzata dall’ansia di scoperta del destino di Raffaele Stella dopo che una cartomante gli predice che “il 21 è il numero della Donna”. Trauma forte e potente, la rivelazione diventa quasi una malattia che lo inseguirà per tutti i suoi 70 anni di vita nella ricerca insaziabile del suo significato.

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16 Dylan Bob
Vorrei essere Mozart, Jimi e Maradona
di Marco Poggiolesi   
Vorrei essere Bob Dylan. Vorrei anche indossare occhiali da sole modello Bob Dylan ed avere una capigliatura come dire? Alla Bob Dylan! Ma vorrei essere anche nero e suonare la tromba come Miles Davis indossando quei magnifici completi che indossava Miles durante il periodo del cool jazz. Canterei dunque canzoni che parlano del mio tempo, vere poesie in musica ma tutte arrangiate in stile jazzistico e tra una strofa e l’altra ci sarebbero lunghi e indescrivibili assoli strumentali.
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18 Una Stella a Firenze
Mi servirebbe davvero un’intervista esclusiva con il maestro Maratti
di Stella Rudolph   
Entro pochi mesi dovrò licenziare una ponderosa monografia su Carlo Maratti (1625-1713), caposcuola della pittura romana nel secondo ’600 ed il più rinomato artista in Europa dopo la scomparsa di Gian Lorenzo Bernini (1680).
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20 Staino
di Sergio Staino   
 
22 Gatti
Ridere come il Cheshire di Alice
di Kate Mc Bride   

“Please would you tell me - said Alice, a little timidly, for she was not quite sure whether it was good manners for her to speak first - why your cat grins like that?”. “It’s a Cheshire cat - said the Duchess - “and that’s why”. A mystery of childhood fantasy. A secret waiting to be decoded. The Cheshire cat who smiles and then disappears in Alice’s Adventures in Wonderland, leaving only his mischievous smile floating in the air.

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24 Poesia
M’ignudo io e nessuno si vergogni
di Stefano Pissi   
Io son l’ortista ma per tutti il Pissi
di fronte a voi signori mi presento.
I miei desideri dico per capirsi
lo farò con gioia, e con intento.
Figlio unico in Firenze, già io vi dissi
ToscoLucano, niente spavento!
Anche io di desideri ne ho diversi
io m’incammino, ve lo scrivo in versi.
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26 Cani
di James O Mara   
 
28 Cinema
Desiderio d’avanguardia
di Juan Pittaluga   
L’avant-garde est cette petite pointe aiguisée qui gêne énormément le présent, en se situant à son extrême, la où le temps oblige au vertige de l’avenir. Cette flèche a tellement perturbé le pouvoir pendant XX siècle, qu’on a fini par l’acheter, pour l’installer au centre de la cité. Belle panoptique pour s’approprie de l’observateur. L’insurrection ainsi surveillée a dû rentrer ses griffes, qui ont fini par se métamorphoser en mains serviables.
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30 La ricetta
Acciughe miracolate
di Fabio Picchi   

Nella fortunata ipotesi che per le festività natalizie abbiate saputo lusingare un pescatore o un pescivendolo e che costui per inspiegabile miracolo naturale abbia saputo pescare con la tecnica della lampara acciughe lasciandole così in una integrità commovente, con altrettanto garbo sporcatele con due goccie di aceto rosso, uno qualche spicchio tritato d’aglio e del seme di finocchio, facendole riposare in un frigorifero per una mezza giornata.

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Contributo
Illustrazione di Adriana Bax
 
3 Provocazioni
Vincere al Superenalotto per non dover cercare il placet degli sponsor
di Luigi Settembrini   
Il mio desiderio più grande? Vincere al Superenalotto. Mi par di sentirli, gli amici: “Hai visto il Settembrini? E noi a credere fosse un intellettuale, uno di sinistra, uno snob…”. Qualcuno dei più cari aggiungerà di averlo sempre sospettato: “L’unica cosa che gli interessava erano i quattrini, altro che James Ivory, Bob Wilson, le biennali!”.
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5 Occhio di bue
Bucchi 2010
di Massimo Bucchi   
 
7 Lasciate che i bambini
Guardare tutto con gli occhi di Titus
di Tomaso Montanari   

Gli occhi di Titus: il suo sguardo. Ecco cosa vorrei più di tutto. Il suo babbo si chiamava Rembrandt, ed è stato il più grande cacciatore di sguardi di tutti i tempi. E quando uno sguardo rimaneva intrappolato nella rete dei suoi colori grassi e spessi, si portava dietro anche il carattere, l’anima, la vita. È per questo che quando guardiamo un ritratto come questo sentiamo che davvero la pittura è come l’amicizia, perché «fa gli uomini assenti esser presenti», e i «morti dopo molti secoli esser quasi vivi».

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9 La scommessa
Lavoro non per dovere ma per piacere
di Raffaele Palumbo   
Farei una scommessa, e so anche che la vincerei. Forse è per questo che nessuno vuole scommettere. E la posta in palio sarebbe enorme. No, non una follia alla Pol Pot che arrivò a bombardare le banche. Anche se... Chi non lo ha fatto un pensiero, di questi tempi. Qui si tratta invece di stringere un accordo, per fondare una nuova repubblica. La Repubblica delle donne e degli uomini liberi dalla schiavitù del lavoro come necessità.
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11 Gesti Teatrali
Il taxi giusto al momento giusto
di Alberto Severi   
La tensione emotiva fra i due, sull’orlo del vasto marciapiede di Broadway, è al punto critico. Lui le ha detto: “Amo un’altra”. Lei ha risposto, piangendo, devastata dal dolore e dalla rabbia, e pur facendo ricorso citazionisticamente alle proprie capacità di sarcasmo (plauso agli sceneggiatori e ai dialoghisti, e nomination per l’Oscar): “Francamente, caro, me ne infischio”.
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13 Fughe poetiche
Andare laddove è sempre primavera
di James Bradburne   

In a happy life, our deepest desires often only surface in times of trouble or pain - when we want to be somewhere other than in the obstinate moment itself. In 1864, the English poet Gerard Manley Hopkins wrote of such a longing:

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15 Erba voglio
Realizzare è meglio che desiderare
di Caterina Cardia   
Noi streghe che pratichiamo la magia bianca non esprimiamo desideri, facciamo in modo che si realizzino. Ignoriamo volontariamente il significato comune di desiderio perché implica arroganza e l’arroganza è fallimentare. Sappiamo per esperienza che i risultati soddisfacenti si ottengono concedendo fiducia a niente altro se non al potenziale intrinseco degli elementi e alla competenza vera acquisita a riguardo degli stessi, rinunciando con continuo sforzo di umiltà ad imporre loro la nostra volontà finita. Mescolando elementi semplici otteniamo risultati straordinari perché confidiamo sinceramente di essere ricambiate dalla buona sorte della nostra buona fiducia. Ci è stato insegnato un concetto fondamentale che si estende ad ogni campo del sapere e dell’agire umano: i successi concreti si ottengono sperimentando non il bisogno teorico ma la necessità fondamentale sostenuta dalla speranza. Concetto di facile comprensione se si considerano sotto questa luce le imprese di ogni tipo, piccole o grandi, semplici o straordinarie, singole o universali, perfettamente riuscite. Non perdiamo tempo con i desideri, siamo realisti e crediamo all’impossibile.
 
17 Classika
Restituiteci le recensioni musicali
di Gregorio Moppi   
Estinte da tempo le recensioni musicali sui giornali, quanto sarebbe bello rinascessero. Per i lettori – molti dei quali ancora non si danno pace della loro scomparsa – più che per i critici, d’altronde un tantino colpevoli di averne favorito la sparizione. Perché è vero, a un certo momento i direttori dei giornali si sono accorti che le recensioni non hanno valore di cronaca dato che raccontano eventi trascorsi da un paio di giorni almeno: dunque che c’azzeccano su un quotidiano, dove bisogna esporre merce sempre fresca?
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19 Da Gerusalemme
Se Parigi avesse i cetrioli israeliani
di Sefy Hendler   

I have spent ten years in Europe. Mainly Paris but also Florence and Rome. There cannot be a more enriching experience for a young Israeli. From the middle-east straight to the cradle of European culture. Museums, architecture, design, fashion and of course gastronomy. French haute-cuisine is so different from everything we are used to in Israel. The amazing precision and exactitude expressed in each and every plate and of course the premium products

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21 Incontri
Una canzone per scalare l’irraggiungibile
di Ernesto De Pascale   
Qualcosa che sia veramente un desiderio. Raggiungere una vetta irraggiungibile. Le canzoni, per esaudire un desiderio.
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23 Ri-cercata
La mia voglia irresistibile di ballare
di Clara Ballerini   
La nostra specie ha un istintivo, bruciante desiderio di musica, di gioire tramite la musica. Solo così posso spiegare il mio desiderio segreto: un’incontenibile voglia di ballare, di sperimentare questa magica combinazione fra musica e corpo che è la danza.
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25 Un verre de vin rouge
Un Rosso dell’Etna rimedio alla solitudine
di Ugo Federico   
Ho sempre amato e desiderato il Pinot Noir, magnifico vitigno. E che gioia quando mi capitava di stappare con i miei più cari amici alcune delle blasonate etichette della Bourgogne, apprezzandone l’eleganza e lo stile. Un bel giorno, ahimè da solo e senza amici, lo stesso stile e la stessa eleganza mi sono apparsi, appagando questo mio intimo desiderio, in un vino prodotto sulle pendici dell’Etna.
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27 Pieni d’Islam
Imparare a memoria il Corano in arabo
di Giovanni Curatola   

Da archeologo, islamista e storico dell’arte il mio desiderio, intimo, segreto e recondito è imparare a memoria tutto il Corano, in arabo. Ci sono cascato: è un sogno! E poi essere amato, molto amato, più amato che tanto rispettato, questo sì che è un desiderio. Mica è semplice confessare il “più intimo, segreto recondito desiderio”.

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29 Di line e di lane
Com’è bello poter tornare a vivere da angeli
di Pietro Jozzelli   
Mercoledì sono andato a correre lungo le rive dell’Ombrone. Ho lasciato la macchina a Pontelungo e sono sceso sul sentiero ancora erboso che costeggia il corso del fiume. Era una giornata magnifica, l’unica piena di sole di tutto novembre. Le ultime nuvole sparivano verso sud, cariche di una pioggia che si ritraeva per lasciare spazio all’acqua cristallina in rapida corsa mormorante verso Bonelle, la Pergola, l’incontro con la corrente giallastra dell’Arno.
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31 L’orto
La luce incantata del porro
di Stefano Pissi   

Se adesso, d’autunno, andate in un orto lo trovate immobile. Le verdure benché vive sono fredde come in frigorifero.Tutte queste piante, cresciute in estate, ci alimenteranno lentamente per tutto l’inverno: cavoli, lattughe, radicchi... e fra questi il porro. Il porro (Allium porrum L.) è una liliacea come il mughetto e il pungitopo. Si trapianta nell’orto a fine estate, appena tornati dalle vacanze.

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