Marzo 2011
1 Venere
 
 
Venere, Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553)
“CRANACH ET SON TEMPS” fino al 23 maggio 2011
al Museo del Luxembourg - Parigi - www.museeduluxembourg.fr
 


IL NOSTRO MANIFESTO "JUSTLIKEAWOMAN"

 

 
Arrangiamento ed esecuzione "Just Like A Woman" di Bob Dylan
di Marco Poggiolesi
 

 
2 La storia
Ricordo un profumo d’amore cercato invano per tutta la vita
di Maddalena A., (Prostituta)   

Il ricordo più lontano della mia infanzia non è un ricordo visivo ma è il ricordo di un profumo.
Mio padre e mia madre che dormivano con noi, in un un’unica stanza. La notte arrivava presto e l’abbondante pasta col sugo di pomodoro aveva già saziato la fame dei miei fratelli, tutti più giovani di me.

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4 Occhio di bue
Bucchi 2011
di Massimo Bucchi   
 
6 Libro
Il principe Genji e le fatiche di Casanova
di Martino Ferro   
Forse non tutti sanno che - reciterebbe un celebre settimanale d’enigmistica - il primo romanzo della storia vide la luce in Giappone, e fu scritto da una donna. Genji monogatari, La storia di Genji, di Murasaki Shikibu, narra le vicende di un principe splendente e del suo percorso, lungo tutta un vita, alla ricerca della donna ideale. Una mirabile costellazione di figure femminili attraversa i 54 libri del romanzo: sono appunto gli amori di Genji, libertino onesto dell’XI secolo.
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8 Gesti teatrali
Un roteare vorticoso di borsette
di Alberto Severi   
Le donnine allegre roteavano la borsetta. Era il loro specifico gesto teatrale. E difatti in teatro, in quel teatrino vernacolare di periferia, veniva puntualmente rappresentato. La borsetta, come un’efficacissima e sintetica insegna pubblicitaria, alludeva, insieme, all’organo sessuale posto in vendita, e al denaro necessario per comprarne l’uso. Anzi: l’abuso. Il mestiere più antico del mondo. Figura archetipica di tutti i mestieri. Di tutte le vendite. E di tutti gli abusi.
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10 Lasciate che gli adulti
L’ultima rivoluzione di Caravaggio sfidò i padri della Chiesa
di Tomaso Montanari   

L’ultimo quadro che Caravaggio dipinse a Roma è forse anche il più inarrivabile. Certo è il più straziante: la Madonna è appena morta, gli apostoli, col capo tra le mani, piangono in silenzio. Nessuna speranza, nessun presentimento dell’Assunzione, non un raggio di gloria celeste stemperano questa «scena quasi da asilo notturno».

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12 Leggende millenarie
Belle e impossibili, le favole da non raccontare sulle Sirene
di Elisabetta Moro   
Chi porta nel cuore la Sirenetta della fiaba di Andersen stenterà a crederci. Eppure un comune destino apparenta le sirene e le prostitute. La giovanissima Ariel con i suoi capelli rosso rubino, resa celebre in tutto il mondo dal cartone animato di Walt Disney, ha la fama meritata della brava ragazza che desidera sposare il principe.
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14 Così fan tutti
L’irresistibile giudizio “Lei è una drusiana”
di Anna Meacci   
“Quella è una drusiana!”
Drusiana.
Termine dialettale della mia terra natia.
Drusiana.
E’ difficile spiegare il significato di questa parola.
Non è un complimento.
E’ un’ etichetta. Un giudizio.
Drusiana.
Non esiste un corrispettivo in italiano.
Non è una prostituta.
Non è una donna dai costumi disinvolti.
Non è una gatta morta.
E’ una drusiana!
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16 Dalla Spagna
Intrighi e sortilegi, così Celestina diventò il nome del peccato
di Salomé Vuelta García   

El Diccionario de uso del español de María Moliner define prostituta como la «mujer que hace profesión de entregar su cuerpo por dinero al apetito sexual de los hombres» y a continuación nos da una larga lista de vocablos empleados en el mundo ispano para denominar a una prostituta, algunos muy curiosos como araña, campechana, desorejada, enamorada, ninfa, maraca, pelleja, otros más ásperos como buscona, furcia, golfa, mujerzuela, pendón, perdida, puta, ramera, zorra.

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18 Gatti
Innocenza perduta
di Kate Mc Bride   

Innocence lost...
Dancing barefoot in the grass, a little girl embodies childhood’s freedom and abandon within the enveloping warmth of home. Boarding the four am train that will take her far away from family, a young woman chooses the risks of independence.

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20 L’arte del peccato
Goya e la “miopia” del cavaliere
di Romana Filzmoser   

Una bella ragazza, giovane, sorridente e un cavaliere che si avvicina a lei quasi a toccarla. In questa scomoda posizione le esamina il collo con una lente d’ingrandimento. Quella lente è un simbolo ambiguo, può chiarire e sfocare. Può rappresentare il giudizio distorto che si concentra sul dettaglio e non è capace di vedere il tutto. Il cavaliere attraverso la lente vede soltanto una parte della donna.

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22 Passato e futuro
Iris e la notte che volò il Duomo
di Raffaele Palumbo   
Quando non si capisce chi paga chi, per cosa, quando, quanto, se è vero, oppure no, allora diventa veramente un casino. Dalle carte della Procura di Milano, tra le tante, tantissime, salta fuori un’intercettazione. A parlare è Iris Berardi, che entra ad Arcore da minorenne. Si lamenta, dice: “che palle sto vecchio... guarda... tra un po’ ci manda aff-beep-lo tutte quante... quella è la volta buona che lo uccido... vado io a tirargli la statua in faccia”.
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24 Erba voglio
Belladonna, una bacca traditrice
di Caterina Cardia   
Atropa belladonna, pianta dal nome gentile ma dalle propriètà funeste.Il suo nome deriva dall’antico uso che ne facevano la donne assire, babilonesi e soprattutto egiziane che istillavano il succo della pianta negli occhi per ottenere uno sguardo sognante, molto apprezzato dagli uomini in tempi ormai lontani.
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26 Pieni d’Islam
L’unica tua salvezza è un “muhallil”
di Giovanni Curatola   

“Dunque se uno ripudia per la terza volta la moglie essa non potrà tornare da lui se non sposa prima un altro marito; il quale se a sua volta la divorzia, non sarà peccato se i due coniugi si ricongiungano” (Corano, II, 230). Nasce così la singolare figura del muhallil, un uomo che, a pagamento, si presta a rendere lecita la moglie al suo primo marito consumando nuove nozze.

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28 Cinema
Las putas de Pando
di Juan Pittaluga   

Un couloir sombre où une vingtaine d’hommes pauvres, ivres, attendent devant chacune des six ou sept portes. Un adolescent long et maigre est parmi eux, perdu dans la honte du désir. A chaque fois qu’une porte s’ouvre, des femme brunes usées, montre la marchandise. Une éternité, puis c’est son tour. Il rentre dans une pièce mal éclairée où il ne remarque qu’un grand lit.

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30 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   

Mai un nome fu così azzardato. La “Lingua de Femmina” della Masseria Parisi, vino assito raro, nasce nel eneventano da un appassimento di “Uva di Troia” (Sommariello nel ialetto locale). Il suo nome è stato probabilmente dato in un lontano passato dai contadini. Nell'Antica Roma il vino era proibito alle donne poiché “scioglieva” troppo la lingua, le rendeva sconvenienti e troppo affabili, spingendole al disonorarsi e talvoltacreando casi di adulterio.

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3 L’invettiva
Quelli che... io non ci vado mai
di Lella Costa   
Ma voi, banchieri, pizzicagnoli, notai, dirigenti d’azienda, elettricisti, poliziotti, ministri, calzolai, avvocati, studenti, musicisti, agenti di commercio, ballerini, vigili urbani, sindaci, editori, guardie del corpo, medici, postini, giornalisti, ambulanti, pescatori, sindacalisti, giudici togati, sicuramente non immaginate che solo a Milano, tutti i giorni che Dio manda in terra, si contino qualcosa come 150mila incontri tra clienti e prostitute.
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5 Eros romantico
di James O Mara   
 
7 Luci della città
La profezia di Gioacchino Belli
di Giancarlo Cauteruccio   
Mettendo in ordine i libri del nostro studio, la mia compagna mi ha fatto leggere una poesia del Gioachino Belli scritta nel 1831 e fino ad ora a me sconosciuta. Quale migliore occasione per condividerla con i lettori dell’Ambasciata.
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9 In scena
Se telefonando qualcuno lo chiamerà “postribolo”
di Tommaso Chimenti   
Le prostitute si possono chiamare in molti modi: meretrici, puttane, passeggiatrici, belle di notte, lucciole, donnacce, donne facili. I clienti si chiamano, invece, sempre clienti. Il mestiere più antico del mondo, i disegni a Pompei, le case chiuse, la legge Merlin, la tratta delle schiave. Di prostituzione ci campano i Paesi e le guerre e la miseria sono gli alleati più floridi del commercio di carne fresca. Le bianche e bionde dall’Est, le nere dall’Africa, i trans dal Brasile.
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11 Da Varsavia
“Signorina, lei è un po’ pallida Le posso offrire una vodka?”
di Tessa Capponi   
Nel dicembre dell’84 a Jakub rifiutarono il passaporto senza dare spiegazioni. Venni in Italia per le vacanze di Natale da sola. Jakub mi accompagnò all’aereoporto. Avevo una gran paura di non poter più tornare e che a lui non avrebbero mai permesso di uscire. Ero completamente sfinita, distrutta dall’ansia.
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13 Sintesi esaustiva
Io non ti condanno
di Milly Mostardini   
Si fa presto a dire prostituzione, alzi il coperchio, volti la carta, ecco ci siamo. Ma c'è ancora chi fa sponda cinica, con banalità di comodo: “Il mestiere più antico del mondo, la legge eterna della domanda e dell'offerta, ogni donna sta seduta sulla sua fortuna, e non lo sa”. Così equivocando nel citare il Signor di Montaigne. Si faccia piazza pulita anche di un moralismo ipocrita ottocentesco: prostituzione per fame, ignoranza, sfruttamento subìto.
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15 Eros romantico
di James O Mara   
  
 
17 Da Tel Aviv
Sarkozy diventò ministro e calò la notte a “Le Baron”
di Sefy Hendler   

Il Moulin Rouge e il Lido sono sicuramente i più conosciuti, ma negli anni novanta non esisteva, a Parigi, un night club come Le Baron. Il nome un po’ peculiare era il primo indizio che qualcosa di misterioso e diverso si nascondeva dietro l'anonima porta di quell'ordinario boulevard della rive droite di Parigi.

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19 Una stella a Firenze
Gian Gastone, l’ultimo festino giù a Palazzo Pitti
di Stella Rudolph   
L’ultimo Granduca della Toscana appartenente alla dinastia medicea fu Gian Gastone, uomo non senza qualità ma ormai depresso, inebetito ed irrimediabilmente debosciato quando nel 1723 successe al padre oltremodo bigotto, Cosimo III, all’età di 52 anni. Per ribellarsi alla bacchettoneria di costui egli si era fatto plagiare dall’aitante lacchè favorito, Giuliano Dami, il quale seppe fomentare (al proprio vantaggio) le sue propensioni per ogni cosiddetta devianza sessuale.
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21 Ri-cercata
La molecola di una marchetta
di Clara Ballerini   
La lurida marchetta. Così, con supponenza e per più di un anno, abbiamo chiamato un insieme di esperimenti eseguiti in laboratorio volti allo studio di una molecola per noi insignificante, data la nostra ostinata concentrazione su altri fondamentali quesiti. Non che non lavorassimo correttamente, ma quello studio non ci appassionava e non lo integravamo con alcuno dei nostri interessi di ricerca.
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23 Dylan Bob
Bocca di Rosa non abita più qui
di Marco Poggiolesi   
Ebbene sì, Marinella è uscita dal fiume nel quale era scivolata molti anni addietro. La prima cosa che ha fatto è stato cercare le sue vecchie amiche: Bocca di Rosa e Barbara e insieme sono andate in Via del Campo. Adesso l’illuso che le pregava di maritare organizza party e guida un grosso fuoristrada nero, i paesani con gli occhi rossi e il cappello in mano sono tutti a casa a seguire l’ultimo reality e il re senza corona e senza scorta regala diamanti a bambine innocenti in cambio del loro corpo.
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25 Staino
di Sergio Staino   
 
27 Di line e di lane
Quando lo fanno i giornalisti
di Pietro Jozzelli   
C’è una categoria, che da un po’ di tempo sta crescendo velocemente di numero, ed è quella dei giornalisti che si prostituiscono. Non alludo allo scambio verità di comodo o mistificazioni contro denaro - c’è sempre stato - ma a quello che Julien Benda chiamava il Tradimento dei chierici, ovvero alla convergenza tra pulsioni antidemocratiche sul piano politico e l’abdicazione a una funzione critica da parte di quella speciale categoria di uomini di cultura che sono i giornalisti.
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29 Ricetta
di Fabio Picchi   

 

13 febbraio 2011 - Manifestazione delle donne “Se non ora quando”

 
31 L'orto
di Stefano Pissi   

Se in un orto, di notte, all’intermittente luce delle lucciole, un lumaca che striscia in cerca di cibo, fresco e genuino, per vivere e che seccandosi si spegne per un veleno, prostituta fu la chimica che tentò l’uomo sulla via di facili rimedi.

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