Giugno 2011
1 Foto
Chief Dan George
di James O Mara   

Chief Dan George - Inediti dal set di Piccolo grande uomo - by James O'Mara

 

IL NOSTRO MANIFESTO "Ciak sì sì sì Si Gira!"

 

 
2 Cinema
Nel nome di mio padre
di Juan Pittaluga   

Paris, nuit brûlante d’été. Il est quatre heure du matin. Depuis combien de temps je suis devant cette feuille blanche? Je me sens lourd, fatigué. Je n’ai pourtant rien fait d’autre qu’attendre. La feuille blanche insiste, troublée à présent par la fumée lourde du cigare. Elle est toujours non écrite. Mais depuis quand? Depuis quelle heure? Cela fait longtemps. Un temps bien plus long que cette nuit je crois

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4 Occhio di bue
Bucchi 2011
di Massimo Bucchi   
 
6 Caos Multisale
Una legge “ad Novolim”
di Adriano Sofri   
Non ci vado mai al cinema. Dai tempi in cui si diceva: andiamo al cinema. Tutt’al più si diceva: il pidocchietto, il cinema dell’oratorio, il cineforum. Poi, magari, la multisala. Ora ne sento tanto parlare, a cena. Conversazioni roventi. Imparo che ci sono i multiplex, e che si dividono in megaplex, cityplex, e quelli di mezzo (si chiameranno mediaplex?). Vogliono ammazzare le sale indipendenti, desertificare il centro delle città, dicono gli uni a cena.
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8 In scena
E poi la chiamano fiction
di Tommaso Chimenti   
Il cinema è stata la risposta al teatro. Poi s’è messa di mezzo la televisione. Ma cinema e teatro sono andati di pari passo, con stili e strumenti diversi, ma con la stessa cifra dell’importanza della visione da non far scadere. Cinema di qualità, s’intende. Sequenze di carne o di celluloide. Di commistioni, tra attori, registi e testi che fanno il salto, ora dall’una all’altra sponda e viceversa, la lista è infinita. Ma non è questo il quid.
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10 Una stella a Firenze
Stregata da Dorothy e Scarlett
di Stella Rudolph   
L’anno 1939 segnò una svolta nella storia del cinema con l’uscita di due film piuttosto diversi l’uno dall’altro ma entrambi capolavori del medesimo regista, Victor Fleming, e subito diventati cult movies anche per lo straordinario carisma degli attori: Il Mago di Oz e Via col vento. Venivano continuamente riproiettati; tant’è vero che, una dozzina d’anni dopo, entrarono a fare parte della mia formazione mentre ero ancora alla scuola elementare.
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12 Da Varsavia
In coda per entrare all’Iluzjon
di Tessa Capponi   

Rzadko chodzę do kina. Nigdy nie byłam wielbicielką wielkiego czy małego ekranu, a zawsze wolałam tworzyć swoje długometrażowe fantazje, które dawały nieskończone możliwości zmian we własnej wyobraźni. Tu właśnie zaznacza się przewaga marzeni z otwartymi oczami; możesz być jednocześnie aktorem, reżysere, scenografem no i widzem własnej wyobrażni.

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14 Percorsi
Entrare in una storia
di Massimo Niccolai   
Cinema, amore mio. L’ultimo volta che sono andato al cinema è stato per vedere Angèle e Tony un film splendido che mi ha preso dall’inizo alla fine. E’ per questo, infatti, che mi piace il cinema. Entrare in una sala cinematografica significa entrare in una storia. Ci accomodiamo su poltrone più o meno belle, troviamo la posizione giusta e poi le luci si spengono ed entriamo in un altro mondo, ci lasciamo coinvolgere.
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16 Lasciate che i bambini
Al museo pensate a Mary Poppins
di Tomaso Montanari   

Questa volta voglio rivelarvi un segreto. Quando sono di fronte ad un quadro di cui non riesco a trovare la chiave, ebbene, io penso a Mary Poppins. Sì, proprio al meraviglioso film di Walt Disney: quello dove una super-tata volante insegna a due bambini come la fantasia e la libertà siano più importanti – e più divertenti – del denaro.

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18 Contraddizioni
Syriana come fosse Harry Potter
di Raffaele Palumbo   

Sono anni che studio un film, come si studia un testo complesso che continua a parlarci e a dirci cose nuove ad ogni visione. Detta così verrebbe da pensare ad un grande film d’autore venuto fuori negli anni d’oro del cinema vero, quello che si faceva quando ancora non c’era Blockbuster, l’homevideo, i multisala con venticinque minuti di pubblicità prima del film e la tv a pagamento. In realtà si tratta di una recente, classica produzione hollywoodiana da 50 milioni di dollari.

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20 Classika
Inganni da elisir d’amore
di Gregorio Moppi   
L’Italia non cambia. Preferisce da sempre avvoltolarsi nelle illusioni. Oggi come nel 1951, anno di Bellissima di Luchino Visconti. Allora come nel 1832, anno dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Visconti racconta dell’adescamento fascinatorio esercitato dallo schermo (del cinematografo, in quel caso), del desiderio prepotente di entrarci dentro a ogni costo per divenir parte di un mondo da favola; poiché le favole che traversano lo schermo sono tanto più appaganti delle nostre vite ordinarie, e il crederci ci conforta.
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22 La valigia dell'attore
Quando facevo la raccolta di figurine dei “Magnifici Sette”
di Alessio Sardelli   

Anni ’60 ero un piccolo monello che per andare dal giardino di Annalena, in via Romana, alla Porta impiegava di corsa una manciata di minuti, che tempi. Ora che ripercorro quelle strade con passo decisamente più lento e soffermandomi davanti a sale cinematografiche inesorabilmente chiuse, ripenso ai film che da pischellino mi affascinavano e che mi hanno avvicinato al mondo meraviglioso delle ombre elettriche.

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25 Di line e di lane
Prima Pagina, c’è poco da ridere
di Pietro Jozzelli   
Il film più bello in cui meglio si definiscono i pregi e i difetti del giornalismo è Prima Pagina. Non fatevi ingannare dalle risate esplosive di Jack Lemmon e Walter Matthau, il film è serio, serissimo. E’ forse l’unico in cui, attraverso la dissacrazione ironica della mitologia del giornalismo americano, si coglie l’essenza di uno dei grandi poteri del Novecento, quella accozzaglia di genialità e di bassezze da angiporto di cui danno sempre prova i giornalisti, a cui spetterebbe di essere gli avamposti dell’opinione pubblica (il moderno Leviatano della società democratica).
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27 Ricetta
di Fabio Picchi   
Avendo l’accortezza di comprare 250 grammi di corn biologici, fondete 50 grammi di burro a bagnomaria stemperandoci dentro un cucchiaino di pasta d’acciuga o ancor meglio un’acciuga sotto sale sfilettata. Dopo di che fate scoppiettare i grani trasformandoli in ampio volume di Pop Pop Pop Corn che rigirerete a fine cottura nell’acciugosa e burrosa fusione, aggiungendoci poco sale e molto pepe macinato di fresco. Variante possibile, se coraggiosi, col peperoncino.
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29 L'orto
di Stefano Pissi   

Il mais, Zea mays L. è una graminacea – pianta erbacea a ciclo annuale - esigente in nutrienti, temperatura e acqua. Nei campi è granella secca per l’alimentazione animale o polenta per i cristiani. Negli orti invece si coltivava per la raccolta della pannocchia fresca, presa alla maturazione lattea o cerosa – quando cioè i chicchi sono ancora morbidi e pieni di zuccheri semplici, dolci.

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3 Gesti teatrali
E Ringo faceva roteare le sue pistole fumanti
di Alberto Severi   
Psiccoli privilegi imprevisti parevano incredibili colpi di fortuna. Era il segreto della felicità di un’infanzia sostanzialmente povera. Così quando il modesto appartamento preso in affitto dal babbo nella prima quindicina di settembre, a Torre del Lago (non a Viareggio e non in alta stagione) rivelò possedere una terrazza che dava sulla platea di un cinema all’aperto, io e mia sorella rasentammo l’euforia.
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5 Staino
La contraddittoria formazione politica del piccolo Bobo
di Sergio Staino   
 
7 Ri-cercata
Hollywood batte Newton
di Clara Ballerini   
La complicata relazione fra cinema e scienza, due espressioni della creatività umana completamente diverse per metodo e scopo, ha fatto sì che spesso la scienza nei film obbedisca alle leggi di Hollywood piuttosto che a quelle di Newton o Darwin e Harrison Ford nei panni di Indiana Jones guadagna molto di più del biochimico di Extraordinary Measures.
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9 Pellicola romantica
di James O Mara   

Ritratto inedito di Margot Kidder su un set cinematografico - by James O' Mara

 
11 Opinioni
Giovani registi russi crescono
di James Bradburne   

In recent decades, it seems to me contemporary cinema has taken an odd turn. Hollywood remains a paragon of technical excellence, but its production values are only a shell - mere appearances do not make great film. American cinema is now largely blockbusters and uncritical remakes void of any interest outside of their special effects, created to feed a seemingly insatiable market of waking somnambulists.

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13 Gatti
Tom, Felix e gli altri
di Kate Mc Bride   

On the long list of cats who entertain we find the characters of Felix, Tom, Garfield, the Cat in the Hat, Cheshire, Tigger, Puss n’Boots, Hello Kitty, Sylvester, Simba, Lucifer, Bagpuss, the Aristocats and so many others. Movie cat co-stars abound with “Cat” in the arms of Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany’s, Mrs. Purr in Harry Potter and Mr. Bigglesworth, Dr. Evil’s cat, in Austin Powers just to name a few.

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15 Sintesi esaustiva
Istruzioni per l’uso di un capolavoro di Terrence Malick
di Milly Mostardini   
Arriva un film, che non si può passare sotto silenzio e non è classificabile nelle categorie abituali: né thriller né d’azione, non sentimentalromantico, né commedia di costume o sociale, né da ridere, né uno di quei film meritevoli che tranquillizzano e leniscono lo spettatore. L’albero della vita del regista americano Terrence Malick cimenta i suoi spettatori: qualcuno approfitterà dell’intervallo per lasciare la sala, gli altri, resistenti, ne usciranno con parecchie domande interiori e disaccordi tra amici.
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17 Esperienze
The Reader, come la prima volta
di Francesco Cury   
Prima erano i cartoni animati, poi i lupini. Li prendeva mio padre nel piccolo bar con qualche spicciolo che aveva sempre, per abitudine, nella tasca destra della giacca. La scelta del film era la sua, l'entusiasmo e l'eccitazione tutte mie. Anni che la conosco, quella sensazione, anni che la sento, anni che ogni volta che guardo lo schermo la cerco. Si dice che, per chi ha una dipendenza, la vita si esemplifichi nella ricerca perenne dello stesso primo viaggio.
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19 Abbasso lo zapping
Per favore non toglietemi il buio: poltrona rossa, terza fila, centrale
di Alessandra Mammì   
Non voglio parlare di cinema. Voglio parlare della sala buia, con le poltrone, rosse, e lo schermo bianco. Voglio sempre le prime file, al centro. Sono pronta a discutere con la bigliettaia e con il suo stupido computer che ragiona come una slot machine. «Le va bene H 27?» «No. Terza fila dallo schermo, potrone centrali. Se no cambio posto e le scombino tutto il quadro», minaccio io. Lo schermo lontano non lo sopporto.
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21 Dylan Bob
Il film me lo suono da solo
di Marco Poggiolesi   
Era seduto nella penombra dell’ultimo tavolo ed abbracciava la sua chitarra. Anche lui come gli altri era arrivato a Saintes Maries de la Mer per festeggiare Santa Sara, protettrice di tutti i gitani. Accennò un impercettibile sorriso e mostrando i suoi anelli d’oro, con un gesto della mano mi invitò a sedermi accanto a lui; era proprio lui, che grande onore.
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24 Pieni d'Islam
Da Fairbanks a Totò
di Giovanni Curatola   

L’idea cinematografica di un certo Islam è particolarmente interessante, perché raccoglie una serie di luoghi comuni e banalità impressionanti. Non oggi, ieri. Il ladro di Baghdad (1924) con il mitico Douglas Fairbanks è in questo senso un classico godibilissimo: ispirato a un mondo di favola (da Le mille e una notte), è un campionario di sciocchezze visionarie, compreso un fantastico tappeto volante che mai appare in letteratura, ma sarà significativamente ripreso in Le mille e un’ora di Asterix (1987).

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26 Da Gerusalemme
Il ponte verso una vita a colori
di Sefy Hendler   

Eravamo piccoli e la sala del cinema era enorme. Era soltanto un cinema di quartiere a nord di Tel Aviv, ma era bello come qualsiasi altro cinema del centro. Aveva ovviamente una tenda che veniva tirata prima di ogni proiezione, come a ricordare le nobili radici dell'arte del cinema, l'antica arte del Teatro. Aveva dei sedili di velluto ed una grande insegna al neon a forma di palma sulla facciata, che faceva eco al nome del posto, "cinema dekel", che significa appunto palma in ebraico.

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28 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   
Ogni qual volta stappo una bottiglia di vino dapprima sono curioso, poi emozionato e alla fine anche un po’ critico. In effetti è come quando decidi di andare al cinema per vedere un film in una fredda domenica d’inverno. Ho visto numerosi film e ho aperto forse ancor più bottiglie, ed entrambe le cose possono arricchirti o renderti ahimè più povero.
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23 Emozioni
Grazie a Jane ho ritrovato Pentimento
di Monica Capuani   
Nell’età passionale dell’adolescenza, avevo eletto a modello Lillian Hellman. Negli anni Trenta scriveva per il teatro (testi fantastici come La calunnia e Piccole volpi), era la compagna del giallista Dashiell Hammett (quello de L’uomo ombra e Il falcone maltese), entrambi perseguitati durante il maccartismo, era andata in Spagna durante la guerra civile armata di penna come Hemingway, e scriveva sceneggiature per Hollywood.
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