Ottobre 2011
1 Lo scoop
Goya l’aveva “fotografato” 200 anni fa
di Tomaso Montanari   

 Francisco Goya, Quarta incisione della serie dei Sogni, 1815-1823

 

Il nano gigante dai capelli di asfalto inalbera un ghigno diabolico: il sorriso vorrebbe conquistare, ma svela denti da carnivoro. Si finge affabile, divertente: suona le nacchere. Il suo pubblico è una ragazza ingenua, credula, che pende dalle sue labbra come in trance, inchiodata da una creatura orribile che la afferra alle spalle. Quella ragazza è l’Italia: prigioniera dell’ignoranza, dell’egoismo, della paura. L’osceno pagliaccio danza, vuol apparire innocuo. Ma dai suoi lombi spuntano teste mostruose, che lo tradiscono. Quei mostri sono lo scempio dell’etica pubblica e della legalità, il disprezzo della donna, l’arbitrio del denaro, l’alleanza con la mafia. Goya tutto questo l’aveva visto in sogno: ne aveva visto perfino il volto, in un incubo profetico di duecento anni fa. Noi, in quell’incubo, ci siamo sprofondati da diciassette. Quando arriverà l’alba?

 

 

IL NOSTRO MANIFESTO "...SEGUI LE ACCIUGHE..."

 

"Danza spagnola" di Manuel de Falla, eseguita da "Duo Oblivion"
Fabio De Ranieri chitarra - Roberto Cecchetti violino
tratto dal disco "Linea di Confine"

 
2 Emozioni in palcoscenico
Brasile, l’ultimo miracolo è un’esplosione di teatro
di Francesca Della Monica   
Bellezza che sconfina è il cammino creativo di Gabriel Villela, grande regista, scenografo, costumista e poeta della scena del teatro brasiliano e del mondo. Il luogo dove nasce la sua creazione è un orto concluso, un atelier rinascimentale che comincia a prender forma ancora prima dell’inizio delle prove e a popolarsi di tessuti, broccati, nastri, monili che provengono da tutto il mondo e che nelle mani di abili sarte, artigiani sapienti, e nei gesti mitopoietici di Gabriel danno forma ai corpi gloriosi degli attori.
[...]
 
4 Gesti teatrali
Libertà è quando il babbo gonfia la mucca Carolina
di Alberto Severi   
Gonfiare era una delle incombenze tipicamente paterne. La mamma ne era esentata. Noi figlioli, pure. Figurarsi la nonna. Era lui, il Babbo, che, forte della propria virile superiore capacità toracica – a malapena insidiata dalle stecche di Muratti Ambassador rimediate di contrabbando dai greci di via Da Tolentino
[...]
 
6 Occhi sul reale
Maria Cassi
di James O Mara   
 
8 In scena
2031, la vita vista da quelli dell’Odin
di Tommaso Chimenti   
Il teatro dovrebbe cambiare la vita. Spostarla anche di solo un passo, un centimetro, un grammo. Di chi lo fa, di chi lo vede. Entrare a teatro è entrare in un nuovo mondo. Uscirne sporchi, pieni, diversi, questo dovrebbe fare. Cambiati. Uscirne con la maglia pulita, con lo zero a zero in tasca è solamente sinonimo di tempo perso.
[...]
 
10 Ri-cercata
In astronave da Ginevra al Gran Sasso
di Clara Ballerini   
Da Ginevra al Gran Sasso: questa la distanza che divide la teoria di Einstein, e quindi ormai il nostro modo di pensare il mondo fisico, dalla sua prova contraria. Se l’esperimento verrà confermato un fascio di neutrini, sfuggenti particelle prive di carica, supererà sotto i nostri piedi la velocità della luce e insieme ad essa uno dei fondamenti della teoria della relatività: la velocità della luce come limite insuperabile e insuperato da un corpo di massa finita.
[...]
 
12 Una stella a Firenze
La Tebaide, un capolavoro visionario che gioca in anticipo su Freud
di Stella Rudolph   

Il movimento del Surrealismo lanciato dal Manifesto di André Breton nel 1924 investì l’arte e la letteratura di quel tempo traendo linfa dalle recenti teorie psicologiche di Freud e quelle filosofiche di Bergson allora di moda: ma di codeste percezioni relative al sogno liberatorio, ivi codificate, ci furono delle curiose avvisaglie nei secoli precedenti.

[...]
 
14 Gatti
Arnie & Soot, uno spot anti-trash
di Kate Mc Bride   

Observing nature in the true surrealist sense of pure psychic automatism, one notes the golden reflections of a plastic bag undulating along the ripples of the Arno on a hot sunny day, the river low and slow. Our friends Arnie and Soot sidestep an abandoned bicycle and a few assorted bottles in search of a safe clean place to rest. “Don’t be a litter bug!” flashes across the synapsis.

[...]
 
17 Classika
Una maratona per il pianoforte stesse note da ripetere 840 volte
di Gregorio Moppi   

Il primo compositore che tira un calcio all’accademia per abbracciare la professione dell’artiste libero da soggezioni sociali, estetiche, commerciali è Erik Satie. Francese. “Sono venuto al mondo molto giovane in un tempo molto vecchio”, dice. Dalla senilità che lo accerchia, scantona trovando scampo nel guizzo surrealista. Scrive cose dai titoli strambi: Pezzi in forma di pera, Embrioni disseccati, Musica d’arredamento.

[...]
 
19 Sogni proibiti
Ore 12: i carrarmati svizzeri invadono Napoli e portano via la munnezza
di Raffaele Palumbo   
Ore 11:50. Sarei arrivato in ritardo. Anzi, non sarei arrivato proprio per nulla. La conferenza stampa del ministro della Cultura Sandro Veronesi con l’annuncio di portare l’Italia al primo posto in Europa per gli investimenti sulla cultura iniziava dopo pochi minuti. L’avrei bucata perché l’attesa era troppo grossa e durava da giorni. Ieri, l’altro ieri, ieri l’altro ancora, la stessa storia. Un buco dietro l’altro.
[...]
 
21 Il film
Sto in salotto con Polanski
di Francesco Cury   
Per non dover scegliere tra cinema e teatro. In “Carnage” Polanski proietta sul grande schermo il capolavoro teatrale di Yasmina Reza “Il Dio del massacro”.
E allora il palco è un salotto newyorkese. In scena Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly, due coppie che durante un incontro per chiarire diplomaticamente una lite avvenuta tra i rispettivi figli, si ritrovano a impersonificare magicamente e con maestria assoluta, i quattro cantoni di una società occidentale che come un frutto ormai troppo maturo, supera se stessa. Spinti e strattonati l'un l'altro, mantenendo al tempo stesso toni e tempi di una comicità teatrale assoluta, toccano e vivono tragedie di immensa portata.
[...]
 
15 Percorsi
Come fare un tuffo nella propria interiorità
di Massimo Niccolai   

Automatismo psichico puro con il quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente che in ogni altro modo, il funzionamento reale del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale.

Con queste parole l’umanità ha fatto un tuffo nella propria interiorità. E ci porta inevitabilmente a quella figura così notevole come il buon Sigmund che ci ha posto su uno specchio la parte nascosta di noi, quella parte splendida che non conosciamo e che sempre cerchiamo disperatamente di nascondere perché la profondità tendiamo sempre a demonizzarla.

[...]
 
24 Cinema
Oggi surreale è il potere
di Juan Pittaluga   

Surréalisme et liberté.
Avant, subvertir les conventions était un acte de liberté. C’était quand le langage social prenait son temps pour tout changer et quand la provocation des valeurs bourgeoises était vitale pour la justice.

[...]
 
26 Ricetta
di Fabio Picchi   
Farcia di anatre alla Satie
Se nel prossimo inverno vi procurerete arance selvatiche, potrete farcirle di ana-tre al-levate da un pollaio. Ma se colti da un culinterra confor-mistico gastronomico proteggetevi collana rubata di ricotta e rispinaci. Protette le ghiacciate mele, cercate l’ideale ana-due che al mio minuto sono decisamente migliori. L’ana-uno, introvabile, è ormai leggendaria memoria. E nel scordarvela, ricordatevi di spre-merla per successiva salsa morta di pennuta gatta, col merlo del vicino ancora verde tra le grinfie. Glassatela per fasciare così le arance di volta in volta, fritte ovvia-mente nell’acqua. Fate attenzione alla sua evaporazione che potrebbe desertificare la vostra cugina.
 
28 L'orto
di Stefano Pissi   

Salamanna, Albarola, Pizzamosca, sono alcuni vitigni a bacca bianca; Formicone, Cannella, Brunelletto sono alcuni vitigni a bacca nera che si scoprono girando per i nostri orti. La vite, solitamente allevata a spalliera - a coprire muri o far da confine – possiamo vederla anche crescere come pergola, tetto vivente, che ci ristora dal caldo di queste estati torride.

[...]
 
3 Occhio di bue
Bucchi 2011
di Massimo Bucchi   
 
5 La valigia dell'attore
Quella notte io parlai con la balena
di Alessio Sardelli   
Tutto risale a qualche anno fa. Mi trovavo in tournée con lo spettacolo Apologia di Socrate in compagnia dell’amico e collega Paolo Bonacelli (ricordate lo zio cocainomane in Johnny Stecchino e ancor di più in un film cult degli anni Settanta: Fuga di mezzanotte dove interpretava la spia greca a cui Bred Harris stacca con un morso la lingua al termine di una furibonda lite nei bagni del carcere turco?
[...]
 
7 Occhi surreali
di James O Mara   
 
9 Sintesi esaustiva
Neppure Salvador Dalì farebbe meglio
di Milly Mostardini   
Surrealismo e libertà. Il guaio è che, a parte conoscere e amare l’opera dei pittori e artisti del periodo storico, così chiamato, non si capisce cosa sia questo surrealismo con la esse minuscola, di uso corrente: sta sopra il reale, lo passa da sotto, lo esalta, lo contraddice, ci sprofonda? E alla fine, cosa sarebbe il reale (l’opposto del virtuale?), e questo andrebbe chiesto agli psicanalisti, che ne sanno certamente di più.
[...]
 
11 Staino
di Sergio Staino   
 
13 Da Gerusalemme
Magritte dipinge il rock sotto il Muro
di Sefy Hendler   

[...]
 
16 L'erba voglio
Oggi m’assenzio
di Caterina Cardia   
 
18 Dylan Bob
Il clarinetto corre in autostrada e Mozart si ferma all’Autogrill
di Marco Poggiolesi   
...come l’assolo di un clarinetto che corre veloce lungo l’autostrada al mattino, come un filo d’erba di campo che precipita sulla scogliera, come il fumo che si arrampica sulla parete e si infrange sulla cornice di una foto in bianco e nero, come il Jazz, come il bacio della ragazza troppo gentile per vederla sparire nella nebbia, come la soffice carezza di una mano indurita dalle rughe del tempo,
[...]
 
20 Il popolo del blues
La notte in cui i Jefferson Airplane volarono sul cuscino surrealistico
di Giulia Nuti   
La notte del 17 giugno1967 c’era grande attesa per i Jefferson Airplane sul palco del Monterey Pop Festival, per la seconda di tre sere che avrebbero cambiato per sempre la storia della musica. Fu il celebre festival in cui Jimi Hendrix dette fuoco alla chitarra e in cui gli Who, per non essere da meno, sfasciarono gli strumenti.
[...]
 
22 Suor Reale
di Anna Meacci   
 
23 Pieni d'Islam
L’Occidente si salvi da se stesso
di Giovanni Curatola   

“La superiorità materiale dell’Occidente moderno non è certo contestabile; e nessuno gliela contesta, ma nessuno sicuramente gliela invidia. Ed è opportuno aggiungere che a causa di questo eccessivo sviluppo materiale l’Occidente corre il rischio di perire, presto o tardi, se non si riprende in tempo, e se non si decide a prendere seriamente in considerazione il ritorno alle origini, secondo un’espressione in uso in certe scuole esoteriche dell’Islam.

[...]
 
25 Di line e di lane
Metti il libero arbitrio nel dessert
di Pietro Jozzelli   
L’altra sera, ad una cena con amici, davanti al dolce ho perso il libero arbitrio. Non nel senso che non ho saputo scegliere tra il semifreddo al caffè (buonissimo) e il latte alla portoghese (delizioso), ma perché un dotto commensale ha sostenuto che nessuna decisione consapevole potevamo prendere dal momento che non la nostra ragione o il nostro gusto mediato da una sintesi razionale intervenivano nella scelta quanto piuttosto una sorta di automatismo biologico che agiva dentro di noi e di cui non avevamo alcuna contezza.
[...]
 
27 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   
Invito a cena, si chiacchiera del più e del meno. Finalmente si stappa la bottiglia ordinata e che sarà ricordata nel tempo perché scelta con cura ed attenzione. Poi uno, due bicchieri e le inibizioni vanno via piano piano facendo prevalere uno stato di inconscio dove sogno e realtà si mischiano e si amalgamo a tal punto che è difficile distinguerli.
[...]