Gennaio 2012
1 Editoriale
Grazie prego, buon anno a tutto il mondo
di Maria Cassi   

Grazie prego...
Grazie prego era la frase che in famiglia, quando ero giovinetta, obbligavo tutti a dire.
Non potevo sentire un grazie senza il suo relativo prego, così come non potevo non accendere le luci tre volte di seguito o pestare quella pietra specifica del giardino... ecc ecc...
Giochi? Piccole follie? Chissà!
Tuttora però, prima di entrare in scena, mi ritrovo a contare tutto quello che mi arriva a portata d’occhio... Mattonelle, scalini, carrucole e quant’altro.
Grazie prego... Mi viene un po’ di nostalgia di quei tic che già da piccola mi dicevano che c’era qualcosa di particolare in me.
La voglia di giocare, di stupirmi, di comunicare e di amare mi accompagna ancora tutti i giorni e sono riconoscente a chi ha contribuito a costruire dentro di me tutto questo mondo complesso che in diverse sere dell’anno posso raccontare a chi mi viene a vedere e mi ascolta.
Alla fine Grazie prego anche a me per continuare a credere e amare così tanto la vita da onorarla ogni giorno con quel che so fare.
Buon anno a tutto il mondo!

IL NOSTRO MANIFESTO "...PASSI DI GRAZIE"

 
2 Siamo tutti fiorentini
di Pietro Jozzelli   

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4 Occhio di bue
di Massimo Bucchi   
 
6 Una stella a firenze
La lapide dei ragazzi di bottega
di Stella Rudolph   
C’era una volta una bottega che ringraziò in pubblico il loro maestro scultore. Quando Lorenzo Bartolini morì a Firenze nel 1850, all’età di 73 anni, egli era reputato il maggiore scultore italiano del suo tempo, eppure né l’Accademia di belle arti (ove è attualmente in corso una mostra a lui dedicata) né il Comune fecero alcunché per commemorarlo.
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8 La valigia dell'attore
A come Albertazzi, G come Gigi
di Alessio Sardelli   
I ringraziamenti sono la parte finale di uno spettacolo, la summa di tutte le fatiche sul palco, questa volta li metto in prima fila. Dopo una trentina di anni che bene o male pesticcio le tavole del palco sono arrivato nientepopodimenochè...
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10 Staino
di Sergio Staino   
 
12 Lasciate che i bambini
Il Mar Rosso inghiottì l’esercito del Faraone, Miriam prese il cembalo e scatenò la danza
di Tomaso Montanari   

Il più bel museo del mondo è forse l’Ermitage di San Pietroburgo, specie in questa stagione. Fuori ci sono dieci gradi sottozero, e il vento ti sputa in faccia la neve. Dentro, il calore dei colori ti scioglie, mentre ti perdi su un vecchio parquet scricchiolante.

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14 Ri-cercata
La grande fatica dei revisori esalta il lavoro degli scienziati
di Clara Ballerini   
Gennaio, primo numero dell’anno di una qualsiasi rivista scientifica e quindi giusto momento per ringraziare.
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16 Da Tokio
“Piaceri”, le cose senza importanza
di Ren Izuta   

「ありがとう」

何でもないことにありがとう。
回り道、道草、鼻歌。
おしゃべり、親父ギャグ、世間話。

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18 Dylan Bob
Vi dico grazie in anticipo come faceva Maradona
di Marco Poggiolesi   
Si racconta che Charlie Christian, classe 1916, il primo vero geniale chitarrista solista della storia del jazz, prima di ogni concerto si recasse da tutti i membri della band e poco prima di salire sul palco ad ognuno di loro dicesse nell’orecchio: “Grazie!
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20 Percorsi
E’ molto bello sentirselo dire
di Massimo Niccolai   
Grazie. E’ bello sentirselo dire ed è bello dirlo. Servirebbero fiumi di parole per descrivere le sensazioni che si provano quando qualcuno te lo dice. E’ un po’ come riconoscersi, scoprire che qualcosa di te si è posato su qualcun altro e questo ne ha fatto uso trovandolo positivo per la risoluzione dei suoi problemi, o forse semplicemente perché si è sentita appagata-to e si è riconosciuta in quello che le-gli veniva dato.
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22 Prospettive
Se ci è riuscito lui, posso farcela
di Raffaele Palumbo   
Ha ragione la nipote. Se lui è riuscito a farcela, allora posso farcela anch’io. Piccioli Mario, classe 1926, arrestato a Firenze, deportato a 18 anni: prima a Mauthausen, poi a Ebensee, poi a Linz. Matricola numero 57344. Morto nell’agosto del 2010, è stato l’ultimo sopravvissuto di Mauthausen.
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24 Cinema
Ai fotogrammi che catturano la nostra coscienza
di Juan Pittaluga   

Qu’est-ce le cinéma en 2012? Un langage qui s’est émancipé de ses précurseurs (photo, théâtre) à travers des technologies de montage (son, image) qui lui on donné la possibilité de communiquer avec la partie la plus caché de nos émotions.

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26 Ricetta
di Fabio Picchi   
Tagliate via i gambi delle mamme, lasciandoli umidi della lavatura con tutte le loro foglie esterne. Mettete questi carciofi sulla griglia di una garbata brace.
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28 L'Orto
di Stefano Pissi   

Adesso, nell’orto, viviamo un momento di passaggio; al buio, con la luce all’orizzonte. Come quando, viaggiando, stiamo uscendo da una galleria; il buio che ci spinge alle spalle, la luce che ci attrae di fronte.

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3 Pieni d'Islam
Quello che ci avete insegnato in trent’anni
di Giovanni Curatola   
Grazie! La prima tentazione è stata quella della scorciatoia. Mi sono detto: riempiamo lo spazio coi nomi (poco noti, anzi spesso, quasi contraddittoriamente, anonimi) dei miei amici arabi (ma non solo: ci sono anche iraniani, turchi, senegalesi), protagonisti delle tanto famose primavere.
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5 Gesti teatrali
Inchini, riverenze, mani sul cuore: così non si finisce più
di Alberto Severi   
Esiste ormai solo un luogo dove il ringraziamento conservi una sua teatralità. Ed è per l'appunto il teatro. All'ultima chiusura di sipario, o all'ultimo “buio”, scattano gli applausi del pubblico, che sono già una forma di ringraziamento agli attori, al regista, eventualmente all'autore – se vivente, sopravvissuto o vivacchiante – eventualmente a scenografi, costumisti, datori luci, tecnici del suono, ai ballerini, se di spettacolo di danza si tratta.
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7 In scena
Dall’eterno Giornalino di Gianburrasca al libro Cuore
di Tommaso Chimenti   
Gracias a la vida, cantava Mercedes Sosa. Ed allora eccoci nell’annus horribilis, teatrale e non, finanziario e Maya, sempre ringraziando quel che c’è e non quel che non abbiamo.
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9 Da Tel Aviv
Vengo dall’Iran per passare lo Shabbat in famiglia
di Sefy Hendler   
Il venerdì intorno a mezzogiorno è sempre un momento di allegro caos in Israele. Anche nelle città che non sono considerate sacre o religiose, il Venerdì sembra un giorno estremamene breve.
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11 Gatti
MEMORY OF HANDS...
di Kate Mc Bride   

Eight Gestures, A Visual Poem
The fine sound of studied fingers n strings,
The intuitive timing
of the entertainer’s gesture,
The confident hand that leads, that lets go,
The preciseness of well-worn experience,
The steadiness of the creative moment,
The tingle of a gentle touch,
And a special thank-you to the loving hand that feeds
our cat friends under
the
Ponte alle Grazie.

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13 Esperienze
Non hai nessuno da ringraziare? Peccato
di Dinni Rolfo   
Grazie è un parola piccola, ma esplosiva. Ha un potere sottovalutato dai sazi e dagli orgogliosi. Eppure, per chi la pronuncia, ha la forza di liberare da molti affanni. Grazie è ossigeno per i polmoni. “Io non ho bisogno di ringraziare nessuno, nella vita posso cavarmela da solo”.
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15 Da Varsavia
Quando i figli tornano a casa
di Tessa Capponi   

Podczas Świąt pod koniec roku kiedy dzieci wracaja do domu, zdarza się, że gotujemy coś razem. Wśród dowcipow, śmiechów, przy głosnej muzyce zabieramy się do przygotowania sosu i wrzucamy makaron do wody.

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17 Classika
Aspettando il nuovo teatro del Maggio a tempo pieno
di Gregorio Moppi   
11 ringraziamenti per l’anno 11 appena volato via dai cartelloni fiorentini.
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19 Sintesi esaustiva
Da Nilla Pizzi a Violeta Parra quella virtù ai più sconosciuta
di Milly Mostardini   
“Grazie dei fior, mi han fatto male eppure li ho graditi. E grazie ancor…” (Nilla Pizzi). Le tre Grazie – Grazie a Dio, oggi piove. “Grato mi è il sonno e più l’esser di sasso mentre che il sonno e la vergogna dura” (Michelangelo).
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21 Il popolo del blues
Eroe Molleggiato per caso, la vera storia di Adriano
di Giulia Nuti   
Era il 18 maggio 1957 quando, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, Bruno Dossena organizzava il primo festival del rock ‘n’ roll italiano. La grande storia ringrazia, senza sapere bene chi, per un incrocio temporale che definisce convenzionalmente in quel giorno l’ingresso del rock ‘n’ roll in Italia. La piccola storia, invece, ricorda un episodio di gratitudine personale.
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23 Leggi
Riconoscenti a chi paga le tasse fino all’ultimo centesimo
di Paolo Maddalena   
1. Un sentitissimo grazie al nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale, facendosi carico di un peso enorme e con grande patriottismo, ha saputo sapientemente tener testa alle forze disgregatrici ed ha salvato l’Italia mentre precipitava in un burrone senza fondo.
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25 Euforia
Giocando sulla spiaggia con la figlia Venere
di Fabio Picchi   
Grazie alle Grazie, grazie alle figlie di Giove e Venere. Grazie ad Aglaia che rappresenta la bellezza. Grazie a Talia con il suo fiorire in giovinezza e grazie all’ultima, la mia preferita, Eufrosine, che racconta l’ilarità di una mente sana e che io conosco molto bene, perché ho sposato quest’ultima Grazia e il suo saper essere euforica alla vita.
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27 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   
A casa mia, Anacapri, i miei cari zii, migranti di ritorno, preparano per il Thanksgiving il tacchino ripieno e il pane di mais. Così, per ringraziarli, con grande orgoglio e felicità, decido di stappare un impressionante Piero Coppo Riserva del Fondatore del 1996.
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