Marzo 2012
1 Sc-atto a Maria Cassi
di James O Mara   
 
 
2 Sintesi esaustiva
Togliamo il piede dal freno
di Milly Mostardini   
Nella frase di Jack London tre sono i sostantivi chiave: tesoro, abitudini, passione. Ognuno è appoggiato ad un aggettivo eloquente. Cominciando dal fondo, passione è parola ermetica, ambigua, da interpretare. Che passione é, quale, quando, come? Ogni lettura è possibile, vastissima l’interpretazione (se mettiamo in sordina la Grande Passione Infelice d’Amore, l’unica plausibile per tanta letteratura e cinema, ma anche nodo di capolavori immortali).
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4 Riflessioni
Tutta colpa dei miei occhi
di Salvatore Settis   
Ah saperlo, quando abbiamo scoperto un tesoro nascosto che è diventato passione, che ci nutre ogni giorno, a cui non sapremmo rinunciare! Per esempio, l’opera del Settecento. Da quando ne raccolgo incisioni, ne inseguo esecuzioni, e le ascolto ora religiosamente, libretto in mano anche sul filo delle trame più improbabili, ora invece come lietissimo sottofondo, mentre leggo o scrivo? Non lo so più, e il bello - anzi - è proprio questo: il tesoro ignorato si è connaturato con le abitudini di vita, come non avessi dovuto mai scoprirlo.
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6 Bucchi
di Massimo Bucchi   
 
8 In scena
Tesori al teatro
di Tommaso Chimenti   
La passione per antonomasia, fatta di tangibilità concreta ed alti sentimenti profusi, si esplica con le parole Amore e carne (il primo marzo al Metastasio di Prato), proprio il titolo dell’incontro tra il drammaturgo e regista Pippo Delbono e il violinista rumeno Alexandre Balanescu. Passione per la propria Nazione svilita in Pro Patria di Ascanio Celestini (il 2 al Teatro Dante di Campi Bisenzio), così come in W l’Italia di Francesco Crestacci (il 9 sempre al Dante), ironico affresco dei malaffari degli abitanti dello Stivale.
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10 Staino
di Sergio Staino   
 
12 Scusate l’anticipo
Jack più di cent’anni fa scriveva pagine da presagio di Occupy Wall Street
di Kate Mc Bride   

Jack London gave us the important science fiction political novel The Iron Heel in 1908. Though written over one hundred years ago, the story still rings true regarding the struggles between capitalism and socialism. The book describes the rise of The Oligarthy who bankrupted the treasures of the middle class and subjected the poor to a style of feudalism.

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14 Percorsi
L’ignoto come fonte d’energia
di Massimo Niccolai   
Quando scoprii un tesoro nascosto fu un’emozione incredibile. Non avrei mai pensato di trovare ciò che trovai. Fu un caso, non stavo andando in una direzione precisa, ma soprattutto non stavo cercando, direi che mi ci imbattei in quella cosa o più propriamente ci inciampai. Ed accadde qualcosa che nel momento mi disorientò ma poi la sensazione mutò in stupore e meraviglia per aver trovato quel mio tesoro.
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16 Una stella a Firenze
Bosio, un avvocato mancato
di Stella Rudolph   
Dopo il cursus studiorum di lettere e filosofia al Collegio Romano e un dottorato in legge conseguito nel 1594 presso la Sapienza, Antonio Bosio (1575-1629) pareva destinato alle polverose abitudini di quel mestiere, ma intanto egli aveva sottomano un fascio di copie delle pitture nella catacomba dei Giordani lasciatogli in eredità due anni prima dall’erudito amico Filippo van Winghe. Fu questa la miccia che accese in lui un’autentica passione per le antichità paleocristiane dell’Urbe.
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18 Emozioni
A spasso nel museo del nostro passato
di James Bradburne   

“Then I found a hidden treasure - in place of dusty old habits, always at hand, the most unbridled passion”.
A recurring figure in childhood memories is the junk-man, the shabby figure with his cart, his assortment of marvellous things, brought like stories of far-off Byzantium by Water Rat in Wind in the Willows. He would appear one summer morning and wend his way down the street, stopping to chat with passers by, sharpening housewives’ knives and rummaging through his collection of oddities to show yet another marvel;

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20 Da Varsavia
La meravigliosa puntualità dell'aringa
di Tessa Capponi   

Pasja = silne wzruszenie duszy, które nie musi być bolesne (Słownik etymologiczny)
Czy można doznać wzruszenia wobec kromki pełnoziarnistego, żytniego chleba z ziarnem słonecznika lub lnu, i kawałka śledzia w oliwie z górą cebulki i ziarnami czarnego pieprzu oraz listkiem bobkowym?

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22 Dylan Bob
Sul palco insieme con quei quattro eroi in Calabria
di Marco Poggiolesi   
La notizia più sensazionale che posso scrivere è che ho visto con i miei occhi la passione che ti salva la vita, l’ho assaporata, mi sono seduto al suo fianco ed ho ascoltato le sue parole. La passione sfrenata per una musica, per una terra, per un mare, per gli amici. Alessandro, Peppe, Giosuè, Daniele, non sono semplici nomi. Sono i tesori nascosti di un luogo magico che ho avuto il privilegio di scoprire durante il mio tour.
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24 Il popolo del blues
Contrordine: viva la polverosa sana abitudine del vinile
di Giulia Nuti   

C'era una volta il disco in vinile. Quello grande e nero, che non si comprava su internet, che aveva un odore tutto particolare, che andava maneggiato con cura, che si sceglieva dalla copertina. I nati negli anni Ottanta ne hanno sentito parlare dalle generazioni precedenti, ma quando hanno iniziato a comprare i dischi, c’erano già i cd. Ci hanno raccontato dei graffi e dello scricchiolio della puntina, di come le scalette dei brani si dividessero tra lato A e lato B, di come a metà ci si dovesse alzare dalla sedia per cambiare facciata.

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26 Di line e di lane
Quella lapide mi dà una sferzata
di Pietro Jozzelli   
Tanti anni fa, correndo sulla stradina che da Cantagrillo porta a Vinacciano, in quel di Pistoia, fui attratto da una lapide traballante collocata sul ciglio della strada, con un sasso incastrato sotto per impedirle di cadere nel fosso. Era il cippo funebre dedicato a Silvano Fedi e Giuseppe Giulietti uccisi in quel posto da una banda nazifascista alla fine di luglio del 1944. Silvano e Giuseppe erano due giovani ventenni che avevano scelto di combattere per una vita migliore.
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28 Ricetta
di Fabio Picchi   
Fatta una lattosa besciamella con un etto di burro fuso dove avrete stemperato 4 cucchiai abbondanti di farina, grattugiato un terzo di noce moscata e un litro di latte caldo che metterete rapidissimamente frullando tutto con una frusta, al suo primo rapprendersi aggiungerete due pugni abbondanti di parmigiano, sale quanto basta e pepe in abbondanza, buttando dentro un chilo di lampredotto precedentemente bollito e tagliuzzato a quadratini di un paio di centimetri e otto carciofi ben puliti e sbollentati e suddivisi in 4.
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30 L’orto
di Stefano Pissi   

A Marzo la primavera è futuro prossimo, ma la stagione talvolta può convincerci del contrario e sviarci dal crederlo. Talvolta, infatti, taluni percorsi sono brevi, siamo noi che per esigenza di conoscenza li allunghiamo; e passiamo per boschi, saliamo montagne, solchiamo mari tempestosi. Ma alla fine decidiamo di restare piuttosto che fuggire e allora impiantiamo un orto, ci facciamo coltivatori stanziali, anziché nomadi irrequieti.

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3 Editoriale
Il latte e la vita
di Fabio Picchi   
Va da sé la mia passione per il cibo, col mestiere che mi porto appresso vestito con le giacche d’ordinanza. Io d’altronde temo sempre che l’argomentazione intorno all’essere cuoco diventi unica, pesante e noiosa. Tengo così nascosta la cosa più cara che mi porto fin da quando ho memoria, dove il tempo dedicato allo studio e ai giochi, al fine, mi portava sempre in cucina. E se non aprivo il frigorifero era la dispensa.
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5 A lezione
Dario Fo prese il pennello
di Felice Cappa   
La prima volta che ho incontrato Dario, aveva in mano un pennello. Anzi, una pennellessa. Era alla Palazzina Liberty e stava istruendo un compagno, arrivato lì a dare una mano, su come “porgere la pennellata”. Spiegava che l’esito non dipende dalla mano, non dalla testa che la comanda, ma da tutto il corpo. Prese un pennello, grande e piatto, e cominciò a danzare attorno alla controparete di compensato che era lì, pronta da dipingere. “Vedi? Così devi muoverti, le gambe sono importanti quanto le braccia.
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7 Dall'Armenia
Il re dei serpenti ringraziò il cacciatore
di Sonya Orfalian   

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9 Gesti teatrali
A marcia indietro dall’Ipod al giradischi: e Irene scopre un’altra musica
di Alberto Severi   
Quando lo zio Ernesto morì, Irene aveva quattordici anni. E, come tutti i suoi coetanei, ascoltava la musica pop e rock scaricandola sul computer, o con l’Ipod. Fruizione liquida, come ormai si usa dire in avanzata epoca post-vinile e post-compact disc. Lo zio Ernesto (che non si era mai sposato, e negli ultimi anni della malattia aveva vissuto con la famiglia della sorella) in uno scaffale alto della libreria del salotto aveva invece ricoverato alcuni vecchi vinili di quando era giovane: una collezione quantitativamente piuttosto misera, ma di qualità.
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11 Lasciate che i bambini
Brunelleschi e Donatello tornarono 
da Roma e finalmente riuscirono a sconfiggere le abitudini polverose di Firenze
di Tomaso Montanari   

Firenze, 1401: Filippo Brunelleschi (scocciatissimo, perché Lorenzo Ghiberti lo ha battuto nel concorso per la porta del Battistero) se ne va a Roma, in compagnia di Donatello. Arrivato a Roma, Filippo “vedendo la grandezza degli edifizii e la perfezzione de’ corpi de’ tempii, stava astratto: che pareva fuori di sé” (dice Vasari).

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13 Ri-cercata
Il videogame degli scienziati
di Clara Ballerini   
PubMed, Web of Science, NASA’s Astrophysics Data System, e altri siti o meglio altre risorse della navigazione internet stanno radicalmente rivoluzionando le nostre abitudini nella lettura di un testo. Intendiamoci, chi si occupa di scienza ha sempre letto in maniera strategica, cercando di filtrare, confrontare, collegare e analizzare simultaneamente diversi frammenti contenuti in più articoli.
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15 Erba voglio
C’erano una volta il cestaio, il ramaio e tanti altri che...
di Caterina Cardia   
Saper riconoscere le forme e i colori della natura, saperla utilizzare come fonte di sussistenza e cura fisica e spirituale rispettandone i tempi e i modi che ci impone è conoscenza preziosa che ci è stata regalata da chi ha iniziato ad amare la nostra terra molto prima che nascessimo noi. Chi un tempo faceva questo mestiere si chiamava semplicista e insieme a lui c’erano il cestaio, il fabbro, il ramaio, il falegname e tanti altri di una lista troppo lunga da elencare per intero.
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17 La valigia dell’attore
Io ai piedi del grattacielo della radio più importante di Monaco
di Alessio Sardelli   
All’inizio del nuovo secolo, mi ritrovai con il naso all’insù, non avevo mai visto un grattacielo se non il Pirellone a Milano. Era la Bayerischer Rundfunk di Monaco l’emittente radiofonica più importante della Baviera e non di meno seconda a quella pubblica nazionale. Ed io che ci facevo lì? Perché? Ero nientepopodimenochè uno speaker del programma per Auslander che sta per stranieri in terra tedesca e nel caso specifico per immigrati italiani.
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19 Da Tel Aviv
Il promemoria di Mosè e del suo popolo
di Sefy Hendler   

המטמון של פסח

ספי הנדלר

לא צריך להיות בן למשפחה יהודית דתית כדי להכיר את האוצר החבוי שמסעיר את דמיונם של ילדים יהודים מזה דורות: האפיקומן. מי שאיננו בקי ברזי המסורת היהודית עשוי לצחוק כשיגלה ממה מורכב המטמון הזה: מדובר בסף הכל בחצי פרוסת לחם יבשה. אבל דווקא הפרוסה הזו גורמת לילדים לחלום שבועות ארוכים, וזהו היופי שבדבר.

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21 Prospettive
Tutto è infinito, se riusciamo a spalancare le porte
di Raffaele Palumbo   
Scavando in un vecchio testo di Aldous Huxley del 1954, Jim Morrison trovò un tesoro. Il testo era Le porte della percezione. Nel libro, c’era una frase di William Blake, il poeta inglese vissuto tra Settecento e Ottocento. Blake aveva scritto un secolo e mezzo prima nel suo The Marriage of Heaven and Hell la seguente frase: “If the doors of perception were cleansed, everything would appear to man as it is, infinite”.
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23 Classika
M’è sfuggita di mano la moglie di Rossini
di Gregorio Moppi   
Finché è esistita, nella botteguccia di libri usati in via della Pergola mi sono sempre fermato volentieri. Volumi a tema musicale se ne trovavano pochi. Spartiti ancora meno, però degni di considerazione. Per giunta a buon mercato, perché probabilmente il libraio non li teneva in gran considerazione. Scartabellavo spesso tra le pagine di musica, benché molte fossero ridotte maluccio, sfascicolate, gli angoli rosicchiati dal tempo.
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25 Pieni d’Islam
Funziona meglio l’occhio di un bambino per cogliere l’essenza di un’opera
di Giovanni Curatola   

Decisamente molte abitudini possono diventare polverose e queste ritualità ripetute spesso dettano il ritmo dell’esistenza. Sono un comodo rifugio, confortevole e non sempre banale. Aiutano.
Certo, mancano della scintilla del genio (vogliamo dire che questo, il genio, è il superamento dell’intelligenza nella stessa direzione?), ma quel ripetere lo stesso gesto è anche prova di saggezza, di consapevolezza.

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27 Cinema
Manipolare con il bianco e nero
di Juan Pittaluga   

Si comme le disait Robert Bresson le cinéma sonore a inventé le silence, que veux dire revenir au film muet ?
C’est comme le retour vers le noir et blanc, cela donne une fausse légitimité à un film, une aura qui manipule notre mémoire visuel.

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29 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   
Le scale in penombra della cantina dei miei suoceri a Coise, piccolo villaggio francese nella fredda Savoia. Fra conserve e sott’oli gelosamente custoditi, si trova il piccolo tesoro di mio suocero. Fra etichette blasonate per lo più di grandi Châteaux di Bordeaux la mia ricerca ha inizio. Il mio amore, ormai maturo per la Grenache, vitigno unico meno rinomato del Syrah nella AOC delle Côtes du Rhône.
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