Aprile 2012
2 Sintesi
Senti le campane
di Milly Mostardini   
La tua città, le campane, il fiume. Potresti vivere in una città, dove non ci fossero le campane? Non dico quegli straordinari congegni elettronici, ma le campane vere che suonano le ore dei loro riti, e tu riconosci le voci. Hai fatto caso a come sono diverse le città che hanno un fiume e le altre?
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4 Riflessioni
Attenti ai Non Luoghi, dove si perdono il passato e il futuro
di Alessandra Mammì   
I
All'inizio furono gli aeroporti. E li battezzammo non luoghi. Poi si definì non luogo ogni posto dove la gente si mescola, passa, transita, mangia, dorme, corre, legge, parla, si bacia, si saluta, piange a volte, si arrabbia, si agita, si preoccupa, attende .Tutte le declinazioni degli umani affanni e dei fisici bisogni accolte in un non luogo. Tutte, tranne una. In un non luogo non si abita.
II
Un non luogo conosce solo il presente. Non c'è passato non c'è futuro. Dunque non c'è storia. E se per questo neanche geografia. I non luoghi sono uguali su tutta la superficie del pianeta.
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6 Mercato
di James O Mara   
 
8 Gesti teatrali
Telefono a gettoni: quando non avevamo tanti trilli per la testa
di Alberto Severi   
Non ce le abbiamo mai avute, in Italia, delle belle cabine telefoniche come quelle inglesi, color rosso acceso, col tetto a cupola, simili a lanterne dei pompieri. Da tutelare, anche una volta esaurita la loro utilità immediata, come reperti d'arredo urbano old fashioned. No. Difficile, da noi, rimpiangere i brutti parallelepipedi Sip, poi Telecom, di vetro e plastica e alluminio anodizzato che deturpavano marciapiedi, giardinetti e aiuole spartitraffico dell'era pre-telefonino cellulare, insieme così prossima e così sideralmente lontana.
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10 Lasciate che i bambini
L’Aquila tre anni dopo: la resurrezione non esiste
di Tomaso Montanari   

Sono passati tre anni dalla notte del 6 aprile 2009: quella notte in cui all’Aquila morivano in trecento e otto, mentre a Roma gli sciacalli in colletti bianchi sghignazzavano, pregustando la pioggia di cemento e denaro. Quest’anno il 6 aprile è venerdì santo: ed è giusto così, perché all’Aquila è ancora passione, croce, morte. Di una qualsiasi resurrezione, nessun segno. Anche così, tuttavia, l’Aquila può generare vita.

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12 Dentro il museo
Diversità è la chiave per il futuro del nostro pianeta
di James Bradburne   

Before information technology, distance functioned for human awareness much as it does for our knowledge of the stars. The further away the object, the longer its information took to reach us – the light of the stars we see in the night sky can actually be millions of years old. If we could approach a distant star at greater than the speed of light, we could actually go back in time, or at least trace the light back to its origins.

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14 Mercato
di James O Mara   
 
16 Prospettive
Agli Artigianelli non si grida “vergogna”
di Raffaele Palumbo   
Tiziano Terzani quando passava davanti ad una famosa multinazionale dell'abbigliamento che in via Tornabuoni aveva presto il posto di una storica libreria, apriva la porta di ingresso, ficcava la testa dentro e gridava: “Vergogna!”. Ma quando si parla della battaglia per la difesa dell'antropologia di un luogo, non ci sono solo brutte notizie.
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18 Una stella a Firenze
San Miniato senza scala mobile
di Stella Rudolph   
I non luoghi (termine coniato da Alain de Botton), come aeroporti o centri commerciali ove passano frotte di gente senza lasciare traccia, si differenziano da quei luoghi talmente vissuti lungo i secoli da recarvi un’impronta che si può definire antropologica per l’apporto dell’urbanistica, opere d’arte e coltivazioni, ecc, che hanno plasmato vita ed immagine di città, borghi e paesaggi.
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20 Da Tel Aviv
C’è il bigliettaio come sui vaporetti a Venezia
di Sefy Hendler   
הכרטיסן מוונציה
ספי הנדלר
מה כבר יכול להיות משותף לוונציה ולתל אביב? אמנם שתיהן שוכנות לחופי הים, אבל מלבד זאת מעט מחבר והרבה מפריד בין הרפובליקה הימית לבין העיר העברית הראשונה לבין הרגועה מכולןכפי שנהוג לכנות את העיר האיטלקית היפיפייה.
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22 Dall'Armenia
Il tavolino dove si fa il pane della festa
di Sonya Orfalian   

Շատ հին ժամանակ գիւղացիները սովորութիւն ունէին

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24 Classika
Villa Romana, sembra di stare a Oslo
di Gregorio Moppi   
Una scheggia d'Europa fuori porta. Dove Firenze è un po' meno Firenze, e quasi quasi sembra già di stare in campagna anche se siamo appena sul san Gaggio. E' lì che, prima di scollinare, sulla destra, si avvista Villa Romana. Ritrosa, lei si mostra malvolentieri; bisogna, noi, andare a cercarla. Tana di giovani artisti tedeschi da più di un secolo, ha sempre occhieggiato la città sottostante, impermeabile però a quanto vi accadeva.
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26 Pieni d'Islam
Il muratore e la moschea del Venerdì
di Giovanni Curatola   

Ustad (maestro) Tajmir me lo ricordo bene. L’ho conosciuto a Isfahan, in Persia, la città più bella e importante del Paese, quella che senza esagerare si considera la Firenze d’Oriente. Era un capomastro muratore che lavorava al restauro del monumento più insigne, la locale moschea del Venerdì, fra le prime costruite dai musulmani, una straordinaria enciclopedia di tecniche architettoniche, fantastica soprattutto per le strutture dell’anno Mille.

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28 Cinema
La Madre di tutte le fontane
di Juan Pittaluga   

La première fois que j'au vu la Fontana di Trevi en 1980 je l’ai trouvé trop baroque et pas très jolie. Six mois plus tard j’ai vu la Dolce Vita où Fellini met Anita Ekberg et Mastroianni dans l’eau de cette Fontaine. Et ce lieu est devenu magique pour moi. Cela avait été tourné vingt ans plus tôt au même moment où je venais au monde.

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30 Un verre de vin rouge
di Ugo Federico   
La giornata sarà molto lunga, e sono certo che ad un certo punto avremo bisogno di una piccola pausa. Sono le due, la stanchezza si fa sentire quindi decidiamo che è arrivato il momento di sedersi un po', magari con un produttore che ci racconti la sua storia. Ed è così che abbiamo conosciuto Stella di Campalto, madre dell'omonimo Rosso di Montalcino e del suo fratellone Brunello.
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3 Ri-cercata
Ai nostri figli
di Clara Ballerini   
Quando si parla di luoghi dell’uomo la divisione storica fra antropologia, idealmente dedicata a ciò che la gente pensa, e psicologia, dedicata a come lo pensa, non è più possibile. Il contenuto e il processo non sono separabili in modo preciso, millimetrico: le differenze culturali di ciò che la gente pensa diventano differenze anche di come le pensa.
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5 Occhio di bue
di Massimo Bucchi   
 
7 In scena
Roberta e la follia dei call center
di Tommaso Chimenti   
Sul palco, l’improvvisato, il fortuito, il casuale, è studiato, pensato, scritto. Niente a che vedere certo con l’inganno perché ogni replica è indissolubilmente unica ed irripetibile, ma il canovaccio base rende elastiche le scelte ma il fulcro saldo. La finzione rimane la miglior dote ed il non farsene accorgere un’ottima soluzione. A modo mio, cantavano i Negrita, sicuramente ispirati dall’intramontabile My way di The Voice Frank Sinatra.
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9 Staino
di Sergio Staino   
 
11 Provocazioni
E l’Operazione Guggenheim cambiò la vita di Bilbao
di Luigi Settembrini   

Nel 1993 Germano Celant mi invitò a curare una sezione della sua mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968 al Guggenheim di New York. Inaugurata nel settembre dell’anno successivo, l’esposizione ebbe un notevole successo di critica e fu visitata da oltre 400mila persone. Durante i mesi che mi impegnarono in quel lavoro ebbi modo di approfondire la conoscenza con Thomas Krens, a quel tempo padre/padrone del celebre museo americano.

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13 Contraddizioni
Profumi e odori, il senso della memoria del futuro
di Felice Cappa   
La memoria è un luogo sospeso tra presente e passato, ma qual è la memoria del futuro? Il tema della memoria ha assunto una straordinaria importanza soprattutto per la contraddizione che viviamo dall’Ottocento ad oggi. La possibilità tecnica di registrare e riprodurre immagini e suoni – dopo che per secoli si potevano riprodurre solo parole – ha permesso di dilatare all’infinito l’archivio della memoria.
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15 ¡Olé!
di Pilar Roca   
 
17 Gatti
Arnie and Soot sul Frecciarossa
di Kate Mc Bride   

From all reports, Arnie and Soot left Florence for the time being. We imagine they boarded the high-speed train for Milan to follow their friend Maria Cassi to the Teatro Franco Parenti where she performs her famous show Crepapelle. All along the way, our due gatti peer out the window of the train and watch the countryside fly by.

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19 Mercato
di James O Mara   
 
21 Dylan Bob
Lato B, seconda traccia: il minuto più bello regalato
di Marco Poggiolesi   
Dura un minuto esatto, esattamente dal quarto minuto e venticinque secondi della seconda traccia del lato B. E’ uno dei minuti più belli della musica italiana dove la voce si fa strumento e cresce superando tutto ed è potente e sembra proprio fare l’amore con la musica. Come il clarinetto jazz che conoscevi bene, come la lacrima dell’attore, come la valigia del cantautore e la grazia del ballerino.
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23 Il popolo del blues
Firmato Lester, l’articolo che graffiava quelli del rock
di Giulia Nuti   
Trent'anni fa, nell'aprile 1982, moriva - non certo per buona condotta - uno dei giornalisti più oltraggiosi e anticonformisti della storia del rock. Anzi, probabilmente, l'inventore assoluto di un certo tipo di giornalismo rock. Si chiamava Lester Bangs, all'anagrafe Leslie Conway Bangs.
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25 Mercato
di James O Mara   
 
27 Di line e di lane
Quel grimaldello spuntato
di Pietro Jozzelli   
Forse il segno più evidente della crisi del nostro modello di vita associata è la grande difficoltà, per non dire l’impossibilità, di dare allo spazio pubblico la flessibilità che l’evoluzione della nostra psicologia pretenderebbe. Vorremmo modificare la geografia e l’anima dei luoghi facendole diventare la proiezione dei cambiamenti che intervengono dentro di noi;
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29 Ricetta
di Fabio Picchi   

Dio entrò nel Supermercato con suo Figlio a cui disse subito: “Cerca di star buono e non moltiplicare un bel niente!”.

Linguine lasciate crude e condite con un su-ghetto di Varsavia variante infinita di altri su-ghetti tipo l'americano Harlem anche se l'imbattibile rimane almeno per me il su-ghetto di Roma che copre la nostalgia per lo scomparso su-ghetto di Firenze. Tutte ricette di uomini senza senso pronti a costruire e distruggere città cantando "Gott mit uns".

 
31 L'orto
di Stefano Pissi   

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